Attenzione
A Salaiola i versi di Merini e Szymborska
L’idea di fare di Castell’Azzara il paese della poesia ricalca in parte l’iniziativa in questo senso già presa a Salaiola da alcuni anni. Qui l’associazione l’Aquilaia, guidata da Monia Pastorelli e...
L’idea di fare di Castell’Azzara il paese della poesia ricalca in parte l’iniziativa in questo senso già presa a Salaiola da alcuni anni. Qui l’associazione l’Aquilaia, guidata da Monia Pastorelli e da Roberta Fabbri, una decina di anni or sono avevano cominciato a metter su un premio di poesia e l’idea di esporre le poesie nella frazione di Arcidosso, nel centro del paese e nelle vie di accesso, erano state pensate sia come corollario al premio, sia come percorso a sé. E così, poi, anche se è scomparso il premio, ha resistito la poesia. Oggi chi entra a Salaiola si imbatte in numerose tegole di cotto dove compaiono poesie di vari poeti italiani e stranieri. Ampio spazio ad Alda Merini (1931-2009) e a Wislawa Szymborska, la poetessa polacca premio Nobel della letteratura 1996. Le loro poesie costellano tutto il piccolo borgo e se non sono appese ai muri e alle facciate delle abitazioni, sono sistemate come per caso, quasi fossero piovute dal cielo, su muretti e sulle scale oppure su supporti metallici che si inseriscono nel paesaggio incontaminato di Salaiola. «Le poesie vengono cambiate ogni due anni, spiega Monia Pastorelli, tanto per dare un segnale di continua evoluzione alla nostra operazione. E anche se la festa della poesia non la facciamo più, Salaiola rimane, comunque, il borgo dove la poesia può vivere». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google