Il Tirreno

Grosseto

«Solo io al ballottaggio: e vincerò»

di Maurizio Bernardini
«Solo io al ballottaggio: e vincerò»

Mugnai (Forza Italia) tira bordate a Rossi, Lamioni e Salvini. Presentati i quattro candidati maremmani

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GROSSETO. Determinato e pieno di entusiasmo. Si presenta così Stefano Mugnai, candidato governatore di Forza Italia. L’obiettivo? «Arrivare al ballottaggio e vincere con il 51 per cento».

Accanto a lui, nella sede del comitato forzista di via Cavour, spicca il coordinatore locale del partito, Luca Agresti. Gomito a gomito alla coppia di big, tutti e quattro i candidati in corsa nella circoscrizione maremmana. Dal follonichese Sandro Marrini (capogruppo Fi nella Città del golfo) a Silvia Ferrini (consigliere Fi di maggioranza a Monte Argentario) passando per Cristina Gimignani (giornalista, radici missine e oggi forzista) e Marco Biagioni (dal ’96 iscritto al partito di Berlusconi). Mugnai tira bordate a Enrico Rossi e allo strapotere del Pd, quello che «ha organizzato una rete di consenso clientelare», ricorda il buco nei bilanci dell’Asl di Massa «maturato quando Rossi era assessore alla sanità» e picchia duro sui guai che deriveranno «da una riorganizzazione della sanità destinata a tagliare posti letto e nessuna poltrona. L’opposto di quanto avevamo chiesto».

Mugnai rivendica come propria iniziativa l’unificazione degli Estav, passati dall’essere tre a uno. Inoltre, il candidato forzista è convinto che «la sinistra trasforma i diritti in concessioni. E questo perché così si attende un tornaconto elettorale». Poi insiste: «è un po’ come la novella dello scorpione e della rana: è nella loro natura. Così come è nella loro natura metter sotto tutela i cittadini». Il numero uno di Forza Italia non risparmia, pur senza citarlo, un paio di battute al veleno indirizzate a Gianni Lamioni: «Si candida in previsione di un risultato da prefisso telefonico. E poi, si dice civico ed è appoggiato da partiti. Partiti che, tra l’altro, a Roma sostengono la sinistra».

Mugnai snobba dunque Passione per la Toscana e anche la Lega. «Al ballottaggio non possono arrivare né Borghi, né Lamioni. Solo io». La vittoria di Enrico Rossi? «Un caso remotissimo». Il piano del paesaggio? «Ideologico e folle. La Toscana può essere bella e allo stesso tempo viva». Stoccate anche a Salvini («Fa turismo elettorale») e a Claudio Borghi («Milanese che della Toscana non sa nulla»). La chiosa sulla sicurezza: «C’era chi si lamentava della tenda di Gheddafi, ora abbiamo le tendopoli». Gli impegni dei candidati? La Ferrini punta allo «stop allo smantellamento dell’ospedale di Orbetello. A Firenze sarò portavoce dell’esistenza della zona sud del Grossetano».

Mentre la Gimignani ricorda ancora che Rossi «si fa le foto con i rom e lascia soli i sindaci. La Maremma? È presa d’assalto da organizzazioni criminali, ci vuole l’esercito». Marrini promette impegno per l’area nord della provincia, «a partire dal potenziamento del laboratorio pediatrico» mentre Biagioni assicura «attenzione al problema dei trasporti».

Lo spirito con cui Forza Itala affronta le Regionali? «Non siamo – dice Agresti – nel nostro momento migliore. Ma è proprio nei periodi difficili che si deve fare il meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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