Il Tirreno

Grosseto

Sistema potrà inglobare altri Comuni

di Enrico Pizzi
Sistema potrà inglobare altri Comuni

Il controllo della società resta all’amministrazione di Grosseto, gli altri potranno diventare soci con una quota dello 0,5%

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GROSSETO. Sistema, la società in house del Comune di Grosseto, potrà non è essere più del solo Comune di Grosseto: la modifica statutaria approvata ieri mattina dal consiglio comunale consentirà ad altri Comuni maremmani di diventare soci con lo 0,5 per cento, garantendosi i servizi di Sistema, ma garantendo anche al Comune capoluogo il mantenimento del controllo della società.

La proposta di delibera è stata votata anche dalle opposizioni di centrodestra, mentre ha votato contro il capogruppo del M5s Giacomo Gori, critico per il fatto che ai consiglieri sarebbero mancati i dati economici e operativi della società e critico anche perché il Comune farebbe svolgere a Sistema attività che andrebbero appaltate e appalterebbe lavori che potrebbe svolgere la società in house.

«Non vogliamo – ha detto Gori – che si alimenti sempre di più un carrozzone» e ha anche sottolineato la preoccupazione che allargando l'operatività di Sistema ad altri Comuni si vada a togliere lavoro alle aziende locali alle quali gli enti affidano determinate opere. Non ha votato, invece, per protesta, la capogruppo di Sel Cristina Citerni che ha contestato la mancata attuazione del regolamento della governance che prevederebbe l'approvazione, da parte del consiglio comunale, degli atti di programmazione delle società partecipate, e non una mera presa d'atto di decisioni già prese.

Una posizione che il presidente della seconda commissione, Saimo Biliotti, ha contestato sottolineando che tutto il ragionamento su Sistema è partito proprio dalla commissione. Il sindaco Bonifazi ha sottolineato non solo che le modifiche statutarie di Sistema sono finalizzate a un allargamento della compagine sociale a tutti i Comuni che vogliano beneficiare dei servizi della società partecipando allo 0,5 per cento del capitale, ma ha anche messo in evidenza la previsione di una clausola che salvaguarda le proprietà del Comune di Grosseto finite nel patrimonio di Sistema con la fusione delle tre società partecipate (Grosseto Parcheggi, San Lorenzo Servizi e Investia): il campeggio di Principina a Mare, il teatro Moderno e la nuova sede che Sistema sta realizzando nella struttura dell'ex mattatoio comunale.

Il capogruppo del Nuovo Centrodestra, Giacomo Cerboni, ha votato a favore, ma ha anche auspicato che con questo allargamento non si immagini di sostituire l'amministratore unico, che ad oggi ha garantito il buon funzionamento della società, con un cda, come lo statuto consentirebbe, ed ha espresso preoccupazione per il fatto che spesso i Comuni fanno fatica a pagare i servizi delle proprie partecipate: se si verificasse, potrebbe gravare sul bilancio del Comune di Grosseto.

Preoccupazione condivisa anche da Claudio Pacella (Lista Lolini). All'orizzonte, poi, evocata da Riccardo Megale (Lista Lolini), l'ipotesi di integrare, in Sistema, anche la società Netspring.

A questo proposito Bonifazi ha spiegato che è all'opera un gruppo di lavoro della Provincia, ma sarà essenziale capire, innanzitutto, quali funzioni la Regione riprenderà per sé e se e per quali di queste continuerà a utilizzare i servizi di Netspring come faceva la Provincia. Prima del 2016 sarà difficile avere delle risposte.

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