Il Tirreno

Grosseto

Lavori stagionali, assunzioni a rilento

Paola Villani
Lavori stagionali, assunzioni a rilento

Molti operatori turistici follonichesi non vogliono rischiare organici troppo grandi e si affidano a chiamate last minute

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FOLLONICA. Meno giorni di lavoro, aumenta l'età dei dipendenti e si fa meno programmazione. Il lavoro stagionale è una prerogativa di tutte le città dedite al turismo, Follonica non è da meno e molti dei suoi abitanti contano sul guadagno dell'impiego estivo, adesso per qualcuno diventato anche la prima fonte di reddito.

Difficile oggi fornire dei dati precisi, sia dai sindacati che dalle associazioni di categoria non sanno quante persone saranno assunte a Follonica.

«Il trend dovrebbe rispettare i numeri dell'anno precedente, in base alle richieste che ci sono arrivate, anche se qualche caratteristica è già chiara: innanzitutto Follonica ha una stagionalità più bassa rispetto ad altre città della costa maremmana, in generale i mesi di lavoro sono al massimo quattro, contro i sei per esempio della vicina Castiglione della Pescaia – spiega Alessandro Gualtieri della Cisl – I contratti hanno una durata minore quindi e in alcuni casi si coprono i fine settimana precedenti o successivi ai canonici giugno, luglio e agosto attraverso i voucher, cioè i dipendenti vengono chiamati al momento della necessità e vengono retribuiti con dei buoni dal valore di sette euro e cinquanta. Le imprese partono con un organigramma più basso – spiega ancora il sindacalista – poi dalla teoria alla pratica magari cambiano le necessità. L'età degli stagionali non supera i 45 anni: a meno che non si abbia una alta professionalità solitamente gli over quarantacinque trovano difficoltà ad essere assunti. I primi contratti a partire sono quelli di chi ha un curriculum di spessore, come per esempio gli chef degli alberghi».

Un dato significativo, confermato anche dai rappresentanti delle associazioni di categoria, è che si tende a programmare meno: mentre qualche anno fa già al momento dell'apertura le imprese sapevano quanti dipendenti avrebbero avuto, adesso la tendenza è quella di limitarle fino al momento del bisogno. «In tanti hanno paura di investire del denaro e poi rischiare di non lavorare abbastanza – spiega dall'associazione dei bar e locali notturni, Daniele Barnini – Poi se la stagione va bene allora si cercano i dipendenti».

«Se prima potevamo permetterci di avere due persone in più a lavoro tutta la stagione per non avere momenti scoperti – spiega Riccardo Trambusti, presidente dell'associazione Ristoranti Città di Follonica – adesso non è più possibile farlo: si programma meno visto che il costo del lavoro aumenta ogni anno e la crisi ha portato molte difficoltà alle aziende».

Fino a qualche anno fa erano per lo più i giovani del territorio a lavorare d'estate, ora a cercare un'occupazione a tempo determinato sono anche i capo-famiglia, spesso lo stipendio stagionale è l'unica fonte di sostentamento. «La tipologia di chi viene da noi a cercare lavoro è cambiata, sono tante le persone adulte che provengono da altri settori – spiega Trambusti – spesso con situazioni non semplici alle spalle».

Una realtà a parte è infine quella di chi lavora sulla spiaggia. I bagnini, che rientrano nel Piano spiagge e che coprono il servizio su tutto il litorale, per lo più sono giovanissimi e sono sessanta in tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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