Finanza
Roll bar e cinture a posto Anche in campagna
GROSSETO. Ogni volta che qualcuno si fa male, in un posto di lavoro, arrivano loro: i tecnici dell’unità funzionale di prevenzione e sicurezza dell’Asl. E ogni volta che qualcuno, sul lavoro, muore,...
GROSSETO. Ogni volta che qualcuno si fa male, in un posto di lavoro, arrivano loro: i tecnici dell’unità funzionale di prevenzione e sicurezza dell’Asl. E ogni volta che qualcuno, sul lavoro, muore, il dolore si rinnova anche per loro. Perché le croci piantate su quella strada che dovrebbe essere percorsa il giorno o la notte prima di tornare a casa sani e salvi, sono tante. Lo sanno bene, i tecnici della prevenzione dell’Asl. Lo sa bene il dottor Domenico Viggiano che di quel servizio dell’Azienda sanitaria locale è il responsabile.
E nemmeno a farlo apposta, i settori nei quali maggiormente si verificano gli incidenti, quelli mortali compresi, sono quello dell’agricoltura e quello dell’edilizia. Mestieri pericolosi, mestieri che si fanno con attrezzature che possono uccidere. Come è successo ieri in Maremma, durante uno dei martedì più difficili che si ricordino: due morti, altre due croci. Un agricoltore e un operaio edile.
«Agricoltura ed edilizia sono i settori più a rischio per gli incidenti - spiega il dottor Viggiani - sia per la tipologia di interventi che chi lavora in quei settori compie ogni giorno, sia per l’ambiente e anche per la complessità dei singoli interventi».
Poi ci sono le attrezzature, appunto. Quelle che vengono utilizzate, maneggiate e che certe volte diventano trappole mortali.
Come è successo ieri a Manciano, dove un trattore si è trasformato in una macchina di morte. «Quello che chi lavora deve sapere e soprattutto deve fare - aggiunge Viggiani - è maneggiare gli arnesi utilizzando tutti i dispositivi di sicurezza che i lavoratori devono avere a disposizione». Ma anche le accortezze che devono essere seguite.
Da anni, sulla base di uno specifico progetto regionale, la Asl di Grosseto si occupa di formare i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali.
Complessivamente, nel 2014 sono state effettuate oltre 220 ore di formazione a cura degli operatori dell'Unità funzionale Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (sono state formate 500 lavoratori).
In agricoltura, i corsi di formazione sono organizzati in collaborazione con il Comitato paritetico territoriale dell'agricoltura (che comprende Associazioni datoriali e Sindacati di settore).
Oltre all'attività di formazione specifica, la Asl collabora attivamente con le varie associazioni di categoria, con iniziative volte a promuovere la cultura della sicurezza e l'utilizzo corretto delle misure di prevenzione e protezione; nonché con le altre Istituzioni, come Prefettura, Inail, Inps, Direzione territoriale del lavoro e con l'Ufficio scolastico provinciale, per un progetto informativo incentrato sulla cultura della sicurezza e della legalità, nel lavoro.
Per utilizzare un trattore, ad esempio, è ora obbligatorio avere un patentino e seguire dei corsi specifici. «In molti però - dice ancora il responsabile dell’unità funzionale - non si sono messi in regola».
Ma quello che è necessario avere quando si sale su un trattore sono il roll bar, la protezione superiore e le cinture di sicurezza allacciate. «È come quando si viaggia in auto - aggiunge - e a queste norme non devono esserci deroghe».
Il trattore con il quale Bellagamba stava portando dei pali per realizzare una recinzione era su un terreno in pendenza. Si è ribaltato.
«Questo è l’incidente più grave per chi lavora in agricoltura - spiega - e quando succede, spesso, è difficile salvarsi la vita».
Ma è “da manuale”, nel settore dell’edilizia, anche l’incidente successo sempre ieri a Castiglione della Pescaia dove un operaio quarantunenne ha perso la vita: una caduta dall’alto.
«Quando si lavora sui cantieri - dice ancora - bisogna avere tutte le protezioni necessarie. Bisogna che gli operai siano assicurati e che non corrano il rischio di precipitare».
Dove le protezioni non ci sono, chi lavora ad altezze apprezzabili nei cantieri, devono essere utilizzate imbracature e fermi, per evitare di cadere appunto.
«E poi c’è la prevenzione - conclude - fatta nelle scuole, con i ragazzi. Quando loro andranno a lavorare, saranno formati e sapranno quali accorgimenti prendere. Per loro è più semplice: quando eravamo giovani noi ad esempio, non indossavamo il casco e nemmeno le cinture di sicurezza in auto. Poi sono diventate obbligatorie e oggi i ragazzi imparano a guidare proprio con quei dispositivi di sicurezza».
Lo stesso vale quindi nel mondo del lavoro soprattutto nei settori nei quali si utilizzano macchinari e attrezzature che possono trasformarsi in armi micidiali.
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