La manifestazione
Ponte: «Solo urla e nient’altro»
Il presidente torna sul dopo-partita di domenica scorsa
SIENA. «Voglio chiudere qua la discussione, facendo i complimenti al Gavorrano che si è comportato con grande sportività sul campo». Antonio Ponte, presidente del Rubor Siena, vuole stemperare gli animi dopo le polemiche seguite ai fatti del post partita al Franchi.
Fino a ieri mattina, la società bianconera non si era ancora espressa in merito, finché sul sito ufficiale del Siena è apparsa una nota, con cui Ponte, in due righe, afferma: «nulla di più potrei aggiungere a quanto affermato dal nostro sindaco Bruno Valentini». Lo stesso che il giorno dopo ha parlato di notizie «gonfiate», dato che a lui non risultava alcun lancio di pietre, al contrario di quanto affermato dai protagonisti del Gavorrano, dalla dirigenza ai giocatori. Eppure, il pullman è dovuto rimanere fermo allo stadio per oltre un’ora e mezzo dopo il triplice fischio, dato il gruppo di ultrà senesi fuori dai cancelli che inveiva contro i rossoblù.
Su questo punto, però, nella nota diffusa dal Siena non c’è traccia. Ponte così torna sull’argomento in un secondo momento, quando lo raggiungiamo al telefono. «È stata una partita battagliera – dice il presidente – Poi la delusione alla fine per la festa sfumata e la tipologia di tifoso che va a bestemmiare, ad urlare contro gli avversari penso sia umano, purché non sconfini in atteggiamenti non consoni. Ma non mi risulta sia successo questo. Ma ripeto: io voglio solo fare i complimenti al Gavorrano, complimenti sinceri».
Vuole chiudere la questione, Ponte. «Nel calcio si vedono cose tremende e non penso che le stesse siano successe fuori dallo stadio domenica». La pensa così anche la Lega Calcio, dato che nel referto non c’è alcun tipo di sanzione a carico della società bianconera (da rimarcare però che il commissario di campo se n’è andato non appena terminata la partita). Idem le forze dell’ordine, che sul caso non hanno aperto alcun procedimento. In ogni caso, anche il Gavorrano vuole chiudere il caso una volta per tutte. «Per noi l’episodio è chiuso – dicono dal Malservisi-Matteini – La società non farà nessun tipo di passo». Allo stesso tempo, però, nessuno vuole passare per dei folli. «Passare per bugiardi o per visionari di cose che non sono successe dà fastidio – dice il dg rossoblù Filippo Vetrini - La Questura può dire quello che vuoi, ma i sassi e la sedia ci sono stati lanciati». (a.f.)
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