Attenzione
«No alla geotermia speculativa»
Il follonichese Calossi corre al fianco di Tommaso Fattori
FOLLONICA. Sono quattro i punti cardini in cui può essere declinata l’idea di programma: adeguamento autostradale (con riferimento ovviamente alla Tirrenica, che deve restare «senza pedaggio»), il no categorico alla geotermia speculativa (riguardo all’Amiata), l’attenzione all’agricoltura («con difesa dei prodotti tipici») e trasporto pubblico locale (sempre più ridotto all’osso dai tagli).
Sono questi i punti che rimarca Enrico Calossi, follonichese in corsa per un posto in consiglio regionale per la lista Sì Toscana di Tommaso Fattori, senza dimenticarsi ovviamente delle tematiche del golfo. Una su tutte: i guai della zona industriale del Casone, per cui chiede una maggiore tutela ambientale e una revisione dei sistemi di produzione. Come l’incenerimento: «è una tecnica che porta profitto ma non ad assunzioni. Invece, con un ciclo a rifiuti zero, avremmo molte più possibilità di lavoro» dice. Calossi non è nuovo alla politica follonichese. È stato consigliere comunale dal 2004 al 2009 con Rifondazione Comunista, benché dal 2008 non abbia più rinnovato la tessera diventando un indipendente. Al contrario, non ha mai smesso con il suo attivismo, impiegato in vari comitato, da quello per la ripubblicizzazione dell’acqua (di cui è stato nei vertici regionali) a quello un’Altra Europas-Tripas, entrando anche nel consiglio nazionale.
Oggi Calossi vuole rimettersi in gioco al fianco di Fattori e degli altri candidati maremmani di Sì Toscana: Marco Sabatini, Paola Baldelli e Laura Zambardi. «Tutte espressioni delle varie zone maremmane» dice Calossi, lanciando subito il suo appello. «È vero che si votano le idee e i programmi, ma si votano anche le persone». Il riferimento non è tanto al fatto che lui è il primo candidato regionale di una forza a sinistra del Pd dal 2008 ad oggi, quanto agli avversari degli altri partiti. «Il Pd ha scelto un esponente che ormai fa politica di professione (Barbara Pinzuti ndc), mentre le destre hanno puntato su un commerciante e un professionista (Marrini e Azzi ndc). La maggior parte dei follonichesi invece penso sia più simile alla mia storia: una volta lavorato e finito il dottorato, sono andato in giro per poter lavorare». (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
