Il Tirreno

Grosseto

Il pericolo è scampato Negli olivi non c’è xylella

di Fiora Bonelli
Il pericolo è scampato Negli olivi non c’è xylella

Dopo la paura per alcune fronde secche Seggiano tira un sospiro di sollievo La Regione presenta i risultati delle analisi: non ci sono tracce del batterio killer

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SEGGIANO. Le superbe olivastre seggianesi per adesso sono salve dalla xylella fastidiosa, la malattia mortale che ha falcidiato, in Puglia, ma anche in Francia, centinaia di olivi.

Il batterio killer che essicca in un batter d’occhio la pianta e che attacca inesorabilmente anche quelle vicine, allargandosi a macchia d’olio, aveva fatto temere il peggio anche in Amiata, dove qualcuno aveva notato, tempo fa, alcuni rami stranamente secchi. Il sospetto che potesse trattarsi di xylella, una malattia esiziale per tutti gli olivi, aveva gettato gli agricoltori dell’Amiata in uno stato di continua apprensione.

La montagna, già duramente provata dall’aggressione del cinipide del castagno, che i castanicoltori con l’associazione castagna Igp stanno combattendo biologicamente con l’unico rimedio dell’antagonista del cinipide galligeno, il Torymus sinensis, trema all’idea che anche l’altra risorsa fondamentale dell’economia montana possa essere danneggiata. Per cui, quando alcuni olivicoltori hanno visto qualche “fiambonata” nelle olivastre seggianesi, si sono precipitati a richiedere delle analisi.

«La “fiambonata” – spiega un agricoltore – è una fronda essiccata, come se avesse preso una fiammata. Adesso qualunque cosa provochi questi fenomeni di essiccamento, pensiamo subito alla xilella. Non vogliamo fare la fine della Puglia. I custodi del territorio siamo noi e a noi spetta il compito di non sottovalutare nulla, di stare all’erta e di dare l’allarme».

Alcuni olivicoltori, dunque, si sono rivolti al servizio fitosanitario regionale perché fossero fatte le dovute analisi. «I tecnici e gli esperti della Regione Toscana – raccontano gli agricoltori – sono stati solleciti e il 27 aprile erano in Amiata nella zona di Seggiano. Hanno fatto alcuni prelievi di rametti secchi tolti dalle branche degli olivi colpiti e stranamente secchi e li hanno portati al laboratorio apposito di Firenze. E ieri, a tempo di record, insomma, la tanto sospirata notizia è arrivata. Nessuna traccia di xylella fastidiosa. Dire che abbiamo tirato un sospiro di sollievo è dire poco».

Cosa sia e a cosa sia dovuta quella che gli olivicoltori chiamano “fiambonata” non si sa bene. «Qualunque altra malattia dell’olivo – suggerisce qualche olivicoltore – diventa comunque malattia curabile, un’inezia a confronto della xylella, che se arrivasse anche da noi rappresenterebbe una catastrofe, ambientale oltre che economica».

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