Il Tirreno

Grosseto

Il cordoglio degli amici del boscaiolo kosovaro su facebook

«Ngushllime» in albanese vuol dire condoglianze. È il saluto che ricorre più volte sul diario Facebook di Afrim Feka, dove la foto profilo ha lasciato il posto a uno sfondo nero. La maggior parte dei...

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«Ngushllime» in albanese vuol dire condoglianze. È il saluto che ricorre più volte sul diario Facebook di Afrim Feka, dove la foto profilo ha lasciato il posto a uno sfondo nero.

La maggior parte dei post sono, appunto, in lingua albanese e attestano vicinanza e cordoglio alla moglie e ai figli.

Si saprà oggi, probabilmente, la data del funerale, il rito e la destinazione della salma di Afrim, il boscaiolo di origine kosovara morto sabato, schiacciato da un tronco d’albero in località Bagnolo, tra Roccastrada e Civitella, mentre tagliava una radura boscosa all’interno dell’omonima azienda turistico-venatoria. Un’attesa straziante per i familiari, necessaria però a chiarire i contorni della disgrazia, permettendo alla medicina legale e alla magistratura di svolgere il proprio lavoro e stabilire la dinamica e le cause della morte.

Anche ieri dall’obitorio e dal Comune di Civitella Paganico nessuna novità.

Quanto Afrim fosse capace di farsi voler bene, quanto rappresentasse un punto di riferimento per la sua comunità, lo si può misurare dalla partecipazione al dolore dei familiari, degli amici, di chi lo aveva conosciuto.

La comunità di Paganico, i connazionali a Grosseto, Roccastrada e Civitella portano il lutto per questa morte violenta, che Afrim non meritava.

Giunto in Italia nel 1995, alla vigilia di una guerra sanguinosa che avrebbe devastato il Kosovo, tre anni dopo era riuscito, grazie alla sua intraprendenza, a trasferire in Toscana moglie e figli, che oggi hanno rispettivamente 26 e 24 anni. Insomma, aveva ottenuto il soggiorno e il ricongiungimento familiare, poi aveva fondato la ditta, pubblicizzata sul web come attività di taglio del bosco presso terzi. Lavorava sodo Afrim e proprio per quel lavoro, non potrà più abbracciare i suoi figli.

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