Finanza
Lite in cella, agente resta ferito
Aggredito da un detenuto è stato medicato dal 118: la protesta del sindacato
GROSSETO. Un altro brutto episodio al carcere di Grosseto. E a farne le spese è stato un agente della polizia penitenziaria, intervenuto per separare due carcerati che si stavano picchiando. Un detenuto di nazionalità italiana, in custodia cautelare e con problemi psichici, ha aggredito un compagno di cella, anch’esso italiano.
Il personale in quel momento in servizio è intervento subito entrando nella cella e separando i due detenuti.
L’aggressore è stato allontanato dalla cella ma non si era ancora calmato: ha cominciato a divincolarsi e si è scagliato contro gli agenti con graffi, schiaffi e sputi.
La polizia penitenziaria è stata costretta a richiamare in servizio un altro agente per contenere l’aggressore.
Dopodiché è stato richiesto l’intervento della guardia medica per far visitare come da prassi i due detenuti, oltre al personale in servizio a cui sono state refertate lievi contusioni.
«Ancora una volta solo la professionalità e competenza del personale in servizio ha fatto si che i fatti non potessero degenerare, ma purtroppo non posso non sottolineare che anche quel giorno in turno vi erano solo 3 agenti ad assicurare l’ordine e la sicurezza in tutto l’istituto - dice il segretario della Fns Cisl Pierangelo Campolattano - Più volte abbiamo denunciato la gravissima carenza di personale in tutti i suoi ruoli, soprattutto in quelli nel ruolo sovrintendenti/Ispettori. Infatti queste ultime mansioni sono demandate contro ogni normativa ai ruoli inferiori ed è bene che gli uffici superiori dell’amministrazione penitenziaria si attivino per attuare interventi idonei per sanare le carenze organiche e riportare nella corretta normativa l’impiego del personale in servizio».
Una denuncia, quella sulla carenza del personale, che il sindacato ha fatto più volte.
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