Il Tirreno

Grosseto

Gora delle Ferriere sempre più sporca per scarichi abusivi

di Alfredo Faetti
Gora delle Ferriere sempre più sporca per scarichi abusivi

Il rapporto dell’Arpat segnala il peggioramento registrato Gli inquinanti sono aumentati: richiesti nuovi interventi

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FOLLONICA. La stroncatura netta arriva a pagina 65 del rapporto. Si legge: «La Gora delle Ferriere ha presentato l'83 per cento dei campionamenti con valori oltre i limiti di legge a denotare una situazione continuativa di inquinamento (fecale) ed un netto peggioramento rispetto allo scorso anno». Non certo un bel biglietto da visita per Follonica alle porte della stagione estiva. Soprattutto, se a mettere nero su bianco queste parole è l'Arpat nel relazione "Controllo delle acque di balneazione, stagione 2014", pubblicato nei giorni scorsi, in cui sono raccolti tutti i dati ottenuti dai test nel corso dello scorso anno. E in tutta la Maremma, dove pressoché tutte le zone controllate sono in linea con gli anni precedenti (con piccoli miglioramenti o peggioramenti a seconda dei casi), non c'è una bocciatura tanto forte come per la città del golfo.

Intendiamoci: parliamo delle zone in cui già vige il divieto di balneazione. Dove invece c'è libertà di tuffarsi, l'acqua non presenta alcune problema. Anzi, restando a Follonica, i dati dicono che il mare è incontaminato. Ma è quel "netto peggioramento" a far capire la gravità della situazione alla foce della Gora, contando appunto che siamo già in un punto di divieto permanente per motivi igienico sanitari. In poche parole: se già negli anni scorsi la foce della Gora era sporca, ora lo è ancor di più. E il problema sono gli scarichi non ben collegate alle fogne, che portano i reflui domestici o fognari direttamente in mare. Quello che scende per il water, insomma.

La scoperta di questo peggioramento arriva dopo degli studi allestiti per indagare su eventi inquinanti che si sono verificati sia a nord-ovest che a sud-est del fiume follonichese, concentrati su due corsi d'acqua in particolare: il fosso Petraia e la Gora delle Ferriere. «Al termine di queste indagini è emerso un elevato livello di contaminazione di entrambi i fossi, determinato da apporti di reflui non adeguatamente collegate nella pubblica fognatura - spiega l'Arpat - In una prospettiva di risanamento della zona di foce, è stato richiesto all'amministrazione comunale di provvedere a una capillare identificazione e rimozione degli scarichi anomali che si immettono nelle reti adibite al drenaggio delle acque meteoriche e che hanno come recapito finale i due corsi d'acqua esaminati».

L'apice di questa situazione si è riscontrata a giugno 2014 e in effetti l'amministrazione si è mossa subito: prima emettendo un'ordinanza che allargava il divieto di balneazione poi ritirandola dopo che i valori di contaminazione erano scesi, grazie a interventi repentini messi in campo. Tant'è che ad agosto 2014 il Comune pubblicava dati che raccontavano in un mare assolutamente pulito, fatta eccezione dei punti di divieto permanente, come appunto la foce della Gora.

Ma se l'allarme è stato ritirato, la situazione non rimane certo rosea. Tant'è che nel rapporto di fine anno, l'Arpat ha retrocesso quella zona sulla propria scala di classe di qualità, da "buono" a "sufficiente" nella zona "nord ovest Gora".

Sono in tre in tutto i punti con il divieto di balneazione in Maremma retrocessi dall'agenzia, spesso legati alle troppe precipitazioni.

Oltre a Follonica, le altre due sono orbetellane: la spiaggia Fertilia che passa da "eccellente" a "buona" e il lato sud della foce dell'Albegna da "buona" a "sufficiente". Ma ci sono anche dei promossi: la foce dell'Ombrone a Grosseto passa da "sufficiente" a "buona", stesso discorso per il fosso Chiarone a Capalbio e il lato nord della foce del fiume Osa sempre ad Orbetello.

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