Il dolore
Falò in spiaggia, tredicenne ustionato
Ferito mentre gioca col pallone in Feniglia: un piede sulle braci di un fuoco acceso la notte precedente. Parte la denuncia, chi ha fatto festa in riva al mare rischia grosso
PORTO ERCOLE. C’è una mamma preoccupata e anche un po’ arrabbiata che il primo maggio ha dovuto accompagnare suo figlio, tredici anni, all’ospedale di Orbetello con una brutta ustione di secondo grado sotto un piede. Dopo aver parlato con i medici, che le hanno detto che il bambino guarirà in dieci giorni, la donna è andata dai carabinieri di Porto Ercole per raccontare loro quello che era successo.
Perché il ragazzino si è fatto male mentre giocava sulla spiaggia libera della Feniglia proprio il primo maggio.
Il tredicenne infatti, era sulla battigia impegnato in una partitella a calcio quando ha messo un piede su delle braci ardenti che non avrebbero dovute essere lì. Qualcuno, la sera precedente, aveva acceso almeno due falò in quel tratto di spiaggia nonostante sia vietato su tutta la costa. E dopo la notte in spiaggia, magari accompagnata da chitarre e canzoni suonate alla luna, non ha spento il fuoco. Risultato: il giorno dopo, quelle braci bruciavano ancora e il bambino si è ferito procurandosi una brutta ustione che lo terrà lontano dal pallone per qualche tempo.
I carabinieri di Porto Ercole hanno avvertito anche la capitaneria di porto e sabato 2 maggio sulla spiaggia della Feniglia, a Porto Ercole, è stato effettuato un sopralluogo per capire cosa fosse successo. I militari insieme agli uomini della guardia costiera hanno trovato le tracce dei due falò e ora stanno cercando di risalire ai responsabili che potrebbero passare anche qualche guaio puttosto serio: oltre alla denuncia per aver acceso quei fuochi in spiaggia, dovrebbero anche rispondere del reato di lesioni.
Il tredicenne comunque, una volta medicato al San Giovanni di Dio, è stato riportato a casa dai suoi genitori.
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