Il dolore
Picchia la madre per mesi e la minaccia
L'uomo, un trentenne di Porto Santo Stefano, è stato portato al carcere di via Saffi
PORTO SANTO STEFANO. Più volte i carabinieri della stazione di Porto Santo Stefano sono dovuti andare a suonare alla porta di quell'appartamento dove il trentenne vive con i genitori. Spesso chiamati dai vicini che sentivano tutto quello che succedeva là dentro: il rumore dei piatti rotti, le urla del ragazzo. Le minacce, le botte, le offese rivolte verso la madre, soprattutto. E' un incubo che dura da anni quello della famiglia santostefanese, un incubo che giovedì 30 aprile, nel tardo pomeriggio, si è interrotto grazie all'arrivo dei lampeggianti dei carabinieri che avevano in mano un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Valeria Montesarchio. L'uomo, che ha 30 anni, è stato arrestato e accompagnato al carcere di via Saffi per i reati di maltrattamenti in famiglia, ingiuria e minacce.
Qualche mese fa i militari avevano ricevuto una telefonata al 112: quando sono arrivati nell'appartamento avevano trovato i piatti rotti per terra. Piatti che il trentenne aveva scagliato contro la madre. Così, dopo aver rimesso insieme i vari episodi che nel corso degli anni erano stati segnalati (il trentenne era già stato arrestato e messo ai domiciliari, prima che gli venisse notificato il divieto di avvicinamento ai suoi genitori), hanno inviato un'informativa al sostituto procuratore Giuseppe Coniglio che ha richiesto al gip l'arresto dell'uomo.
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