Il dolore
La casa dei pesci diventa realtà
L’11 maggio a Talamone la posa delle prime sculture: così l’arte difenderà la vita del mare
GROSSETO. Da sogno a realtà. Lunedì 11 maggio alle 10,30 al Circolo della vela di Talamone è in programma la posa a mare dei primi blocchi scolpiti da grandi artisti che danno corpo al progetto della “Casa dei pesci”, nato per tutelare il fondale marino della Maremma dalle pratiche illegali della pesca a strascico coniugando ambiente, turismo sostenibile e arte contemporanea.
In particolare nelle acque di fronte a Talamone verranno posati in questo primo stralcio del progetto venti blocchi che fungeranno da barriera di protezione e da dissuasori e quattro monumentali sculture che andranno a costituire la porta di accesso di quello che ha tutti i requisiti per diventare il più grande parco artistico sottomarino d’Italia.
La barriera verrà realizzata con venti opere degli scultori Massimo e Agostino Lippi mentre le quattro sculture della “porta” della Casa dei pesci sono firmate da Massimo Lippi, Emily Young, Massimo Catalani e Giorgio Butini.
Ieri mattina in Provincia in vista del grande evento dell’11 maggio si sono incontrati gran parte dei soggetti e delle istituzioni che hanno sostenuto sin dall’inizio il sogno del pescatore talamonese Paolo Fanciulli. “La Casa dei pesci” ha infatti come partner la Provincia di Grosseto, la Regione, i comuni di Grosseto, Orbetello, Magliano e Castiglione della Pescaia, la Fondazione Grosseto Cultura e l’associazione “Comitato per la Casa dei pesci” onlus.
Ieri però a Palazzo Aldobrandeschi c’era anche il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, a rappresentare la recente adesione della Diocesi. Tutto nasce dall’amicizia che lega monsignor Cetoloni a uno degli artisti che più si sono spesi per la Casa dei pesci, lo scultore senese Massimo Lippi. «Ho apprezzato da subito la valenza umana e spirituale del progetto – dice il vescovo – che consiste nel posare in mare ostacoli di bellezza per salvare la vita. Allora ho pensato che siccome stiamo assistendo alla tragedia di tantissime vite umane che muoiono in mare sarebbe stato bello che una di queste sculture ricordasse con una frase i migranti».
La frase scelta per essere incisa nella scultura e che diventerà un monumento alle vite disperse in mare è «a voi fratelli che albergate gli abissi pace che disvela le nostre menzogne». Con il vescovo e il presidente della Provincia Emilio Bonifazi sono intervenuti ieri il presidente del Comitato per la Casa dei pesci Lucio Sabbadini, il presidente della Fondazione Grosseto Cultura Loriano Valentini, il vicesindaco di Castiglione, Elena Nappi e l’assessore Walter Martellini in rappresentanza del Comune di Orbetello. E c’era ovviamente lui, Paolo il pescatore da cui tutto è partito. «Dal mare tutti prendiamo, è arrivata l’ora di restituire», dice emozionato Fanciulli ricordando il gesto del patron delle Cave Michelangelo di Carrara, Franco Barattini, che ha donato i primi cento blocchi di marmo. Questa prima fase dei lavori ha un costo di oltre 100.000 euro: per un terzo verranno coperti dalla Provincia, il resto dalla società civile attraverso la raccolta fondi promossa dal “Comitato per la Casa dei pesci”.
E dopo l’11 maggio? «Abbiamo preparato un manifesto di adesione degli artisti alla Casa dei pesci – dice Loriano Valentini – in modo da trovare nuove collaborazioni. E in cantiere ci sono anche un percorso d’arte a terra fruibile da tutti e un catalogo delle opere».
Sara Landi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
