Il Tirreno

Grosseto

Il muezzin non canterà a Grosseto

di Gabriele Baldanzi
Il muezzin non canterà a Grosseto

Due aree nel Regolamento urbanistico per costruire luoghi di culto: ma la comunità islamica non le chiede per la moschea

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GROSSETO. No ai minareti, anche laddove gli strumenti urbanistici, teoricamente, potrebbero consentirne la realizzazione. Quattro consiglieri comunali di minoranza (area centrodestra) hanno presentato ieri una mozione al primo cittadino Emilio Bonifazi per chiedere garanzie e chiarezza in merito alla localizzazione dei luoghi di culto nel territorio comunale di Grosseto.

Mario Lolini (candidato al consiglio regionale con la Lega Nord), Claudio Pacella, Andrea Ulmi e Riccardo Megale affrontano in modo diretto una questione che già in passato ha fatto a lungo discutere. Da tempo, infatti, circolano voci incontrollate sulla possibilità che presto in città possa sorgere un unico centro di culto e aggregazione islamica, una moschea per riunire quelli già esistenti in via Irlanda e via Genova, nel quartiere Europa. I consiglieri comunali Lolini, Megale, Ulmi e Pacella invitano il sindaco a compiere tutte le valutazioni del caso, includendo nel dibattito anche i cittadini ed evitando decisioni in silenzio, sotto traccia.

«Da parte nostra – proseguono i quattro consiglieri – ci sarà la massima informazione, ma soprattutto un impegno ad attuare tutte le pratiche necessarie a scongiurare tali localizzazioni. Comprendiamo la libertà di culto, ritenendo inoltre che spesso dovrebbe essere reciproca, ma riteniamo che in alcuni momenti storici e politico-religiosi come quello che stiamo attraversando certe scelte debbano essere maggiormente riflettute. Si tratta infatti di scelte sulle quali difficilmente si torna indietro. Ecco perché è necessario rifletterci bene ed evitare i rimedi tardivi».

La risposta di Bonifazi non si è fatta attendere. «Il Regolamento urbanistico appena approvato ha confermato come zone specifiche per luoghi di culto soltanto le due aree già previste dal precedente piano Samonà, e in particolare due terreni di proprietà privata: uno in via Orcagna e l’altro a Casalecci. Il regolamento ha individuato inoltre nuove aree di interesse generale, polifunzionali, sulle quali possono sorgere scuole, impianti sportivi, centri per servizi e, in teoria, anche luoghi di culto. Per l'area di via Orcagna peraltro la proprietà ha già manifestato in via informale l'intenzione di modificare la previsione di destinazione, per adibirla a impiantistica sportiva. Stiamo parlando di un terreno dove in passato si è registrato un contezioso tra i proprietari e la Chiesa cattolica». Bonifazi, quindi, rassicura i consiglieri: «Il Comune di Grosseto, ad oggi, non ha ricevuto richieste da alcun soggetto, né di conseguenza ha definito accordi con organizzazioni religiose. Tutte le scelte, a cui i consiglieri fanno riferimento nella interrogazione inviata alla stampa, vengono prese all'interno del consiglio comunale, di cui loro fanno parte».

Poi la stoccata finale del sindaco: «Avendo seguito l'iter del Regolamento urbanistico Lolini e gli altri consiglieri dovrebbero essere ben informati sulla questione. Non esistono ragioni, a mio avviso, per sollevare, proprio ora, la questione dei centri islamici, sui quali non esistono né decisioni, nè previsioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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