Sicurezza
Gregge colpito quattro volte in dieci giorni dai predatori
ROCCALBEGNA. Quattro aggressioni in dieci giorni a uno stesso allevamento, cinque pecore sgozzate, produzione del latte dimezzata in un anno, decisione da prendere se valga o meno continuare a...
ROCCALBEGNA. Quattro aggressioni in dieci giorni a uno stesso allevamento, cinque pecore sgozzate, produzione del latte dimezzata in un anno, decisione da prendere se valga o meno continuare a tenere in piedi l’azienda. Angelo Marzocchi, fra i più noti allevatori della provincia di Grosseto, con un’impresa a Vallerona (Roccalbegna) lo dice chiaro: «La situazione è insopportabile».
In dieci giorni il suo gregge ha subito ben quattro aggressioni. «Il lunedì di Pasqua – racconta – due predazioni distinte, con predatori diversi, nei miei due gruppi di pecore che in pieno giorno pascolavano accanto al capannone, vicino a casa mia, in località Riccione. Altri due attacchi, poi, a distanza di un pugno di giorni, anche a Fonte Giannella. In tutto sono state sgozzate cinque pecore».
Ma non sono le pecore morte il dramma. «Ogni attacco mette in crisi tutto il gregge – dice l’allevatore –. In un anno ho dimezzato la produzione di latte. La domanda che mi faccio tutti i giorni è se dobbiamo continuare o no. Questo sistema ci sta uccidendo tutti».
Marzocchi ne è sicuro: «Qui nel nostro territorio non si può esercitare altro che l’allevamento. Altre colture non sono possibili. Negli anni 2000 quando ebbe inizio questo dramma si fecero richieste e riunioni. Oggi, a distanza di 15 anni, la situazione è peggiorata. Cani da guardiania incapaci di reggere l’urto dei predatori, di catture nemmeno l’ombra. E poi figuriamoci se queste bestie si fanno catturare. Le aziende chiudono. L’anno scorso il presidente Rossi ci promise una riunione mensile fra Regione e allevatori. Non ho notizia che sia avvenuto. E la situazione è esattamente bloccata senza via di uscita».
Fiora Bonelli
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