Il Tirreno

Grosseto

«Una censura in stile togliattiano»

«Una censura in stile togliattiano»

Replica il leader di Passione Toscana: «Mi sono autosospeso, hanno paura di me»

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GROSSETO. «Tre volte sorprendente»: così Gianni Lamioni definisce la sortita di Biliotti. Ed elenca le tre ragioni della sua “sorpresa”. «La prima – dice – perché pensavo, sbagliando, che il Pd renziano fosse un pochino diverso dal Pci togliattiano, dove la censura morale preventiva era di casa, condannando al pubblico ludibrio tutti coloro che non fossero strettamente osservanti e dove le regole dovevano valere solo per gli altri e mai per se stessi».

La seconda, continua, «perché nell’accusarmi di un oscuro complotto ai danni delle imprese maremmane si è dimenticato del fatto che, senza esserne costretto da nessun regolamento, io mi sono autosospeso dichiarandolo pubblicamente, come ripreso anche dai media. Non solo non partecipo a nessuna iniziativa o riunione, ma nemmeno percepisco quanto spetta a chi riveste la carica di presidente e non mi avvalgo di nessuna struttura confederale, come il mio comitato promotore di Grosseto dimostra. Avrei potuto fare altrimenti, come quei consiglieri regionali uscenti del Pd che continuano a percepire il loro lauto stipendio e usano le strutture regionali per le loro campagne, pur non dovendosi più riunire in consiglio. Quelli sì hanno il paracadute».

Infine la terza, a proposito del Comune di Grosseto: «Che dire – conclude Lamioni – la paura fa 90. Mai detto di volermi candidare sindaco ma, semplicemente, che l’esperienza di Passione per la Toscana non finirà il 31 maggio, né a Grosseto, né nel resto della Toscana. Basta solo nominarla, “Passione per Grosseto” che alla sinistra tremano le gambe e si mette a pigliar fischi per fiaschi. Mi fa piacere».

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