Il Tirreno

Grosseto

Ragazzini teppisti tormentano le suore

Vandali scatenati a Santa Lucia (foto Bf)
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Vandali scatenati a Santa Lucia (foto Bf)

Incubo quotidiano nella parrocchia di Santa Lucia: vetri spaccati, giochi dell'asilo fatti a pezzi, scritte sataniche sui muri. Gruppo di adolescenti scatenati, il parroco prepara un esposto

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GROSSETO. Suor Marinella domenica mattina si è alzata all’alba. Alcune sue consorelle avevano già riempito sacchi di spazzatura raccolta nel giardino della scuola materna: cuscini, coperte, teli, pezzi di vasi, sassi ed escrementi che avevano imbrattato dappertutto. Ha voltato lo sguardo e ha visto la porta a vetri della scuola materna spaccata a sassate. Le stesse che durante la notte erano rimbalzate contro le finestre delle camerette delle suore, che sono proprio al pianterreno.

Difficile che suor Marinella abbia sbottato: si è fatta il segno della croce ed è andata a chiamare padre Lamberto, il parroco di Santa Lucia. «Ci risiamo - dice la suora - ma questa volta abbiamo paura». E per garantire un po’ più di tranquillità a quelle donne che hanno scelto di diventare spose di Cristo, padre Lamberto ha deciso questa volta di andare fino in fondo e oggi presenterà un esposto in Procura, attraverso l’avvocato Ilaria Vichi che è mamma di un bambino che frequenta la scuola materna.

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Non siamo nelle banlieu di una città di frontiera: siamo a Barbanella dove però la vita della parrocchia è diventata, da un anno e mezzo circa, ostaggio di un gruppo di adolescenti che ne fanno di tutti i colori. Tutti minorenni in età da scuole superiori che però di stare sui libri hanno poca voglia. Che preferiscono quella zona che hanno preteso, almeno fino ad ora, che fosse franca.

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«Abbiamo provato molte volte a parlarci - dice suor Marinella - per vedere se riuscivamo a integrarli in qualche modo, ma è stato impossibile. Ci dicono le parolacce, giocano a pallone sul sagrato mentre in chiesa c’è la messa. Sono entrati più volte nel giardino della scuola e, una notte, hanno spezzato tutte le chiavi dei cancelli nelle serrature».

Ragazzini terribili che non fanno parte della parrocchia ma che hanno scelto Santa Lucia come ritrovo per le loro scorribande. Fino ad ora anche padre Lamberto ha cercato di usare le buone. Ma ora è arrivato il momento di passare all’azione e segnalare alla Procura quello che succede giorno e notte a Barbanella. Il blitz di sabato infatti non è stato troppo diverso da quelli precedenti: questa volta però si sono accaniti proprio contro le suore che vivono lì dove c’è la scuola materna. «Abbiamo paura che possano fare ancora peggio - dice la sorella - che qualche volta la situazione scappi loro di mano, sono incontrollabili. Sulla mia finestra ho trovato anche del polistirolo che è infiammabile. Non si sa cosa possa passare loro per la testa».

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Anche suor Marinella, come padre Lamberto, ha provato a parlare con loro. Ma i ragazzini terribili, vestiti con la divisa d’ordinanza pantaloni calati sul sedere, elastico delle mutande ben in vista, cappellino da baseball di traverso, birre in mano per spaccare poi le bottiglie per terra e starsene poi a fumare seduti all’ombra della chiesa, non hanno voluto sentir storie.

«C’era uno di questi ragazzini - ricorda - avrà avuto tredici anni o giù di lì e mi chiedeva come mai mi ero fatta suora, mi chiedeva della vocazione. Mi si è aperto il cuore lì per lì, avevamo cominciato a parlare. Gli ho detto che da grande anche lui avrebbe avuto la sua vocazione e magari sarebbe diventato dottore o avvocato». La risposta che la suora ha ricevuto l’ha lasciata di stucco: «Mi ha detto che voleva fare il puttaniere».

Suor Marinella è sconsolata, così come padre Lamberto e tutte le altre monache di Santa Lucia. Tra sabato e domenica la banda di ragazzini scalmanati ha rovesciato e rotto i secchielli e le palette utilizzate per far giocare i bambini, hanno sporcato dappertutto e hanno attaccato anche dei bottiglioni di plastica agli alberi che si trovano nel giardino.

Di notte va così, davanti alla chiesa di Santa Lucia. Ma anche durante il giorno le cose non sono più facili da gestire. Il piazzale della chiesa, loro, lo hanno trasformato in una pista da skateboard, vanno avanti e indietro con le biciclette, fanno le corse incuranti dei bambini che escono dall’asilo.

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«Cinque anni fa sono stati fatti molti lavori alla chiesa - dice l’avvocato Ilaria Vichi - e ora sarebbero da rifare daccapo. Hanno spaccato i vetri del battistero, hanno portato via i battiscopa della piazza e le cimase. È una situazione insostenibile».

Le mamme dei bambini che frequentano l’asilo ieri hanno deciso di fare una colletta per sistemare almeno il vetro della portafinestra della scuola che è stato spaccato. Ma oggi, dopo che padre Lamberto avrà firmato l’esposto, di quello che sta succedendo in quello spicchio di Grosseto, se ne occuperà la Procura.

Il problema dei giovanissimi vandali, insomma, non riguarda soltanto il centro storico, dove quasi quotidinamente (l'ultimo episodio quattro giorni fa) gruppi di ragazzini spesso ubriachi seminano distruzione. A Grosseto, ormai è chiaro, su questo fronte c'è un'emergenza.

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