Toscana
Come don Chisciotte in lotta per la Toscana La sfida di Lamioni
Più interventi per le imprese e attenzione per la Maremma Inseguendo l’obiettivo delle amministrative del 2016
GROSSETO. Gianni Lamioni inaugura, tra una discreta folla, la sede della civica Passione per la Toscana-Area popolare, in piazza della Palma: è il via alla sfida (quasi) impossibile. Quella che, come lui stesso ha ammesso, solo uno un po’ pazzo poteva accettare. Ma Lamioni ci crede. Acciuffare un bel risultato vorrebbe dire lanciarsi verso le Comunali 2016 con ancor più convinzione. Sì, perché una certezza esiste. «La partita non finirà il 31 maggio».
Presto nascerà “Passione Grosseto”. E a qualcuno, dalle parti di via Svizzera (sede Pd), saranno fischiate le orecchie. Lamioni presenta i candidati al consiglio: David La Mantia, Jacopo Tonelli e Francesca Travison (l’ultimo nome arriverà il 30). Poi tira bordate a Enrico Rossi. Condivide le politiche sull’immigrazione della Lega, tanto da dirsi convinto dalla necessità di arrivare a «Salvaguardare prima i diritti dei toscani, senza falsi pietismi».
La differenza con il Carroccio? «Hanno solo questo argomento». Staffilate sulla Tirrenica: «Sì al tracciato Cipe 2008 concordato con i territori. No a un’autostrada che va a sovrapporsi all’Aurelia: sventrerebbe la Maremma. La priorità? La Due Mari».
Lamioni tira legnate all’impostazione per aree vaste tanto cara a Rossi e, sulle Asl, torna a mettere il dito sulla piaga che fa rima con buco nel bilancio dell’Asl di Massa. Inoltre, la riorganizzazione voluta dal Pd «Non riduce le poltrone nelle Asl e divide i cittadini in serie a e b con una visione firenzecentrica». Il candidato parla d’imprese. «Ci sono 10.000 commercianti vittime d’usura nella nostra Regione. Occorrono risposte». Non solo: «La Regione che intendiamo noi è una federazione dei comuni. Un ente che ascolta i territori. Oggi invece da Firenze si legifera sulla testa dei cittadini. Abbiamo due stati, uno con capitale Roma, l'altro Firenze. E quello fiorentino è addirittura più distante e opprimente che non quello nazionale».
Lamioni parla di “Maremme”, tanti territori periferici «Che devono essere ascoltati. Guardate invece cosa accade alle realtà della costa». Il candidato governatore schianta tutto il lavoro firmato Rossi. Il piano del paesaggio? «Ideologico, il contrario della libertà». La questione aeroporti e il rilancio di Peretola? «Pisa diverrà scalo di serie b». Lo scandalo Mps? «Parliamo di com’è stata tolta la speranza a due generazioni». Non mancano battute al fulmicotone sulla promozione turistica. Qui torna alla mente il botta e risposta del maggio 2014 tra Rossi e Lamioni: «Il marchio Toscana annacqua le specificità». Il leader di Passione per la Toscana punta a creare lavoro aiutando le Pmi: servono accesso al credito e bandi migliori. E bolla come "carrozzoni" sia Fidi Toscana che Toscana Promozione. Sull’agricoltura: «Non hanno avuto il coraggio (a Firenze) di dire no all’Imu». L’ultima stoccata arriva sulla foto di Rossi con i rom: «Provocazione vergognosa». La chiosa con una citazione di Compagni di scuola: «Venditti cantava “ancora oggi io non so se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito”. Di una cosa son sicuro: non sono servo di partito». La sfida (quasi) impossibile è partita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
