Bottino di almeno dodicimila euro per la rapina alla Coop
Sconcerto a Bagno di Gavorrano per il secondo colpo a mano armata in pochi giorni
I carabinieri esaminano i filmati delle telecamere per individuare il bandito e gli eventuali complici
BAGNO DI GAVORRANO. Il giorno dopo la rapina sembra uguale a tutti gli altri nei reparti della Coop di Bagno di Gavorrano. La gente pesa la verdura, il macellaio taglia fettine sottili, una donna chiede informazioni su un sapone particolare. Ma qualche differenza in effetti c’è. Ad esempio, manca dal suo posto la responsabile delle casse, la stessa che la sera di lunedì 27 aprile si è vista puntare contro una pistola da un uomo con il volto nascosto dentro una calzamaglia.
Manca anche qualche altro dipendente, ancora turbato da quel che è successo. Soprattutto, perché non si è accorto di nulla: del criminale, della pistola, della rapina. Negli uffici dell’amministrazione, intanto, si cerca di fare una stima precisa della refurtiva, che più o meno si aggira attorno ai dodicimila euro, mentre i carabinieri stanno visionando i filmati della videosorveglianza, avanzando qualche ipotesi. La prima: il rapinatore conosceva le abitudini e i movimenti del personale Coop, dato che è andato a colpo sicuro dall’unica donna che aveva le chiavi delle casse. La seconda: non ha agito da solo, ma verosimilmente aveva dei complici che lo attendevano fuori in auto. Ed è proprio questa la pista che gli investigatori stanno battendo. Ipotesi che riuscirebbero a dare un senso a quanto accaduto la sera del 27 aprile, intorno all’orario di chiusura, alla Coop di Bagno.
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Sono circa le 20 e mentre tra i reparti i dipendenti a fine giornata mettono in ordine, qualcuno nascosto da una calzamaglia è sbucato dall’entrata principale, proprio vicino alle casse, e ha puntato l’arma contro la responsabile. «Dammi i soldi» ha detto alla donna in un italiano da madrelingua. Lei ha obbedito e ha svuotato il cassetto di ben tre macchine. Ad un certo punto ha provato anche ad aggirare il rapinatore, dandogli metà dell’incasso, ma lui se n’è accorto ed è riuscito a fare bottino pieno.
Siamo a fine giornata di un supermercato che rifornisce centinaia di famiglie e le casse sono belle piene. Dodicimila euro, più o meno. Mentre il criminale mette i contatti nel sacco, nessuno dei presenti si accorge di nulla. La rapina dura solo pochi secondi e i vari dipendenti sono impegnati in altri reparti. Così, svuotate le casse, l’uomo è uscito da dove era arrivato e a piedi è sparito nel nulla. Contando che l’intervento delle forze dell’ordine è stato repentino, difficile che sia riuscito a sparire con le sue sole gambe. Più probabile che avesse un complice nascosto su un’auto nelle immediate vicinanze.
«C’è da avere paura, altroché» dice una donna in fila alla cassa. «Ormai se ne sentono di tutti i colori, anche qui». Anche a Bagno di Gavorrano, frazione in mezzo alla campagna, in cui si sono verificate due rapine a mano armata nel giro di altrettante settimane. La prima poco distante dalla Coop, quando due malviventi sono entrati in casa di due donne e le hanno aggredite. «Non ci sentiamo sicuri» continua la donna. Certe scene da queste parti sono un’assoluta novità.
E mentre il Comune ha aderito al Patto di Sicurezza della Prefettura, i cittadini si sono organizzati in una raccolta firme (che ad oggi conta centinaia di adesioni) per chiedere allo stesso prefetto di aumentare il personale delle forze dell’ordine sul territorio. «È cambiata proprio la percezione» continua la gente fuori dal supermercato, mentre continua a discutere della rapina. «Pensare quante volte sono venuta a comprare qualcosa all’ultimo momento» conclude la donna.
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