Gioco
Un lunedì di dolore per Mattia, un ragazzo di paese sportivo e innamorato
Attesa per l'autopsia, l'ipotesi è che il 27enne sia morto annegato
GROSSETO. E' un lunedì di dolore quello di un'intera comunità che piange la morte di Mattia Ferrigno, il cui corpo è stato scoperto domenica mattina in un canale nella zona di Ponte Tura, tra Grosseto e Istia d'Ombrone. Di dolore e di attesa per l'esito dell'autopsia, che dovrà rivelare le cause di una morte apparentemente assurda. Secondo la prima ipotesi, Mattia è morto annegato nella sua auto.
Per Mattia tanti amici, la passione per il calcio, il suo lavoro nell’azienda del padre. E lei, Andrea Savini, la fidanzata, nome da ragazzo ma occhi da cerbiatto e lunghi capelli. I punti cardinali nella vita di Mattia Ferrigno erano questi qua. Un ragazzo tranquillo, lo descrive chi lo conosceva, e a cui tutti volevano bene.
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Classe 1988, un diploma all’istituto agrario di Grosseto, Mattia Ferrigno era originario di Baccinello, nel comune di Scansano, dove abitano i genitori, Roberto ed Eliana e la sorella Bianca. Lui invece abitava da solo, in una appartamento nella campagna di Baccinello, accanto agli zii. E qui, in località La Campana, lavorava nell’allevamento di fagiani del padre, ex dipendente Mabro, come la moglie.
A Mattia quel lavoro piaceva. Appassionato giocatore di calcio, da un anno si era ritirato dai campi per stare dietro all’azienda. E sì che il pallone era da sempre la sua grande passione. Conosciutissimo in città, tra le altre squadre Mattia ha militato nella Nuova Grosseto Barbanella e nell’Atletico Arcille, dove ha giocato per tre anni, fino al 2014. «Poi si era preso una pausa di riflessione per seguire meglio il lavoro, perché aveva sempre poco tempo», spiega il presidente dell’Arcille, Daniele Gallorini, sotto choc per la notizia della morte del ragazzo. «Era sempre uno di noi – aggiunge – lo abbiamo visto crescere. Un ragazzo in gamba, bravo, che si prestava per tutti. Tranquillo, riservato».
Un ragazzo pieno di amici, Mattia. Ne aveva tantissimi. Compagni del calcio, amici del paese con cui trascorreva le serate al bar del paese. Era con loro, sabato, alla Fiera del Madonnino, poche ore prima di guidare verso San Martino e finire in quella strada sterrata che lo ha portato dritto verso la morte.
Ma Mattia era soprattutto un ragazzo innamorato. Le labbra incollate, una smorfia buffa insieme davanti all’obiettivo, un altro scatto guancia a guancia, uno ancora stretti in un abbraccio. Nella sezione “avvenimenti importanti” della sua pagina Facebook Mattia Ferrigno aveva indicata una cosa sola: «2013: fidanzamento con Andrea Savini». Decine di foto di loro due innamorati e felici sorridono dalla bacheca della ragazza. Sorrisi che si sono spenti quando i telefoni hanno cominciato a suonare annunciando la morte del figlio, dell’amico, del fidanzato.
Davanti all’obitorio dell’ospedale Misericordia si è consumata la straziante processione di parenti e amici. Il dolore immenso e silenzioso della famiglia, il dolore rabbioso degli amici, le lacrime di Andrea, che nessun abbraccio, nessuna carezza riesce ad asciugare.
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