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Grosseto

Stagionali, la riforma delle indennità slitta di un anno

In Maremma sono migliaia le imprese che operano con cadenza stagionale nel settore del turismo: oltre 1.700 le strutture ricettive, a cui vanno aggiunte le attività commerciali. Migliaia i lavoratori...

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In Maremma sono migliaia le imprese che operano con cadenza stagionale nel settore del turismo: oltre 1.700 le strutture ricettive, a cui vanno aggiunte le attività commerciali. Migliaia i lavoratori del comparto. Una realtà importante per il tessuto socio-economico del territorio, che dal prossimo 1º maggio rischiava di essere fortemente penalizzata dall’entrata in vigore della cosiddetta Naspi, le norme sulla nuova indennità di disoccupazione che sostituirà l’Aspi. Le novità, invece, slittano di un anno. La modifica da parte del Governo, su pressione dei sindacati e su indicazione del consulente Stefano Sacchi, arriva dopo l’allarme lanciato dai sindacati sull’emergenza che si sarebbe venuta a creare con l’introduzione della nuova Naspi per tutti quei lavoratori stagionali che non riescono a coprire almeno otto mesi contrattualizzati ogni anno. Ma c’è già chi pensa al 2016 e chiede a gran voce al Governo di modificare la durata del sussidio e di creare un sistema di effettiva corrispondenza con le settimane di lavoro prestate. «In un momento come quello che stiamo vivendo è del tutto fuori luogo penalizzare le fasce più deboli della popolazione –sostiene Alessandro Gualtieri (Fisascat Cisl) – senza menzionare gli effetti che avrebbe sui consumi, innescando un effetto a cascata che metterebbe a rischio altri settori». L’indennità di disoccupazione che partirà nel 2016 – chiamata Naspi, cioè Nuova assicurazione sociale per l’impiego – introdotta dal Jobs Act, rischia di essere una vera mannaia per il reddito di tanti lavoratori e lavoratrici che operano nei settori del turismo e del commercio, comparti con forte presenza di donne e giovani, di norma già penalizzati nel mercato del lavoro. Gli stagionali prima della riforma, con almeno sei mesi di lavoro annui riuscivano ad avere una copertura economica, seppure ridotta rispetto allo stipendio, per i restanti mesi dell’anno, fino all’inizio della nuova stagione turistica. Ora invece, con gli stessi sei mesi di lavoro, si avrà una indennità di disoccupazione (ridotta rispetto allo stipendio) per tre mesi e lo stesso sarà per i contributi pensionistici. (g.b.)

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