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«Siamo imbavagliati e ignorati»

di Fiora Bonelli
«Siamo imbavagliati e ignorati»

La minoranza si rivolge alla Procura: «Paese al palo e atti negati»

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SANTA FIORA. Assemblea incandescente organizzata dalla minoranza del comune di Santa Fiora, venerdì 24 aprile a palazzo Sforza Cesarini. Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi hanno illustrato le condizioni in cui – secondo quanto hanno denunciato – l’opposizione si trova ad operare.

«Il consiglio comunale è il luogo di passaggio di decisioni già prese» ha tuonato Albertini, aggiungendo che la minoranza viene ignorata perché la maggioranza non risponde più nemmeno alle interrogazioni. «Siamo imbavagliati – ha sottolineato – Dicono addirittura che con le nostre richieste intralciamo i lavori. Abbiamo fatto nel 2014 solo tre consigli comunali».

Paolo Vichi ha puntato al confronto fra Santa Fiora com’era e il paese com’è. «È in uno stato comatoso – ha detto – e pensare che da 40 anni le sono piovuti addosso decine di miliardi dopo la chiusura delle miniere. Spariti negozi, distributore, addirittura la cooperativa è emigrata, il territorio è disintegrato, la campagna abbandonata ai lupi e ai cinghiali, alle frane e alle discariche. Opere incompiute per milioni di euro come la palestra. Le priorità dell’amministrazione sono far arrivare da Pitigliano tre quadri».

Quando è stata la volta di Riccardo Ciaffarafà, capogruppo di minoranza, la lista si è allungata. «In un paese con 2.580 abitanti – ha esordito – serve l’appuntamento per parlare col sindaco. Alle nostre interrogazioni sfuggono con arroganza, progettano opere faraoniche come la nuova scuola media che costa 1,6 milioni di euro quando vi sono due scuole che con opportuni ripristini basterebbero. Non ci permettono di accedere agli atti, noi non ci stiamo a essere presi in giro: ci siamo rivolti al prefetto e alla Procura e abbiamo deciso di disertare i consigli comunali. La palestra da 3 milioni è ancora chiusa, il parco fluviale che doveva portare maree di turisti ha consumato 2 milioni di euro senza risultati. Per la scuola scriverò al ministro. Non torneremo in consiglio finché prefetto e procura non ci garantiranno di poter esercitare i nostri diritti».

Sergio Bovicelli, in chiusura, ha specificato i contenuti delle interrogazioni e delle mozioni, ha letto i numeri delle tasse aumentate, ha chiesto i conti di Amiata energia di cui il comune è socio al 20%.

Insomma una lunga lista nera a cui replica il sindaco Federico Balocchi. «Anche il sindaco si è rivolto alla procura – dice – eppure continuo a pensare che è l’ora di confrontarsi nel merito delle cose. E questo non si fa coi toni alti e arroganti come i loro. Vengano in consiglio, li rispetto, ma anche loro devono rispettarci e invece buttano fango e basta». Nel merito «la scuola la faremo – dice – se ci arriveranno i finanziamenti, ma di fatto le scuole esistenti non sono adeguabili del tutto alle norme sismiche. Gli atti? Loro adottano una tecnica ispettiva al di là dei diritti dei consiglieri; se se ne abusa, si blocca il lavoro degli uffici. Ci vuole moderazione, come in tutte le cose. Stessa questione per le interrogazioni: sono due a consigliere sennò si impantana il consiglio». Infine Amiata Energia: «I conti sono su internet», dice.

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