Il Tirreno

Grosseto

Niccolò, innamorato dei campi

di Ivana Agostini
Niccolò, innamorato dei campi

Di famiglia nobile, aveva lasciato Firenze per diventare allevatore. L’autopsia dirà come è morto

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MANCIANO. «Un romantico e un entusiasta». Così chi lo ha conosciuto descrive Niccolò Dragoni, l’uomo morto schiacciato dal trattore a Manciano il 23 aprile.

L’agricoltore, 52 anni, nobile, fiorentino aveva lasciato la sua città dopo aver perso il lavoro e aveva deciso di dedicarsi alla campagna. Una campagna che amava in una maniera pura e spassionata. Amava il suo gregge, Niccolò, portava al pascolo le sue pecore e le faceva rientrare con i loro ritmi, senza fretta, con quella calma che dovrebbe accompagnare la vita della campagna.

«Lascio loro il tempo che vogliono – diceva riferito alle pecore – non ho fretta, ho con me il mio thermos con il tè e il mio sigaro». Non aveva fretta Dragoni, amava la sua fattoria immersa nel verde della Maremma, amava la sua nuova vita, quella vita che si era scelto dopo un lavoro che non era andato nel modo sperato, un’esistenza di cui voleva imparare tutto.

Non sapeva molto della campagna e delle greggi ma gli piaceva chiedere a chi aveva più esperienza di lui. «Come hai fatto questo lavoro, cosa non rifaresti?» chiedeva agli agricoltori più esperti di lui.

Dragoni aveva ancora una visione romantica del mestiere di agricoltore, quell’entusiasmo che si ha quando si inizia una nuova avventura e che poi, a volte, presi dai mille problemi della vita e dell’azienda si perde.

«Era un uomo buono – dicono di lui – non lo diciamo ora che è morto, era così». Per alcuni era il “nuovo agricoltore”, un uomo venuto dalla città e forse ritenuto “coraggioso” a voler intraprendere una vita dura come quella dell’allevatore. Non ci sono domeniche, feste comandate, il gregge non aspetta, gli allevatori devono adeguarsi alle esigenze del bestiame e non viceversa. Dragoni chiedeva sempre, aveva fame di conoscenza. Amava parlare, capire, imparare come fare bene il suo mestiere.

È morto in una giornata di sole, nella sua fattoria, vicino alle sue pecore e chi lo conosce dice che di sicuro il suo ultimo pensiero sarà stato per loro per la mungitura che non avrebbe più fatto.

Ieri sera la famiglia ò ha celebrato una messa in suffragio nella cappella di famiglia in attesa del funerale che sarà celebrato solo dopo l’autopsia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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