Sicurezza
Jan il clochard spazzino ora può tornare a casa
Adottato da un gruppo di cittadini per anni ha tenuto pulita la zona di via Mazzini
E adesso grazie a una colletta ha il biglietto per ricongiungersi con i familiari
GROSSETO. Dopo 6 anni di avventurosa lontananza da casa, ora Jan Kalocay - 33 anni, clochard originario della Slovacchia e grossetano acquisito da tempo - potrà tornare a casa dai suoi familiari che vivono in Germania. Con una speciale colletta alcuni cittadini hanno raccolto dei soldi e - centesimo dopo centesimo - sono arrivati a 201 euro con cui lui domenica 26 aprile è potuto salire su un autobus e affrontare il viaggio di ritorno.
Cartello appeso al petto, sguardo buono e testa china, per anni questo giovane uomo dall'aspetto pulito, onesto e un po' impacciato ha fatto il mendicante a Grosseto nella zona di via Mazzini. Ogni giorno piazzava una seggiolina davanti alle scuole, e allungando una mano con un piccolo berretto chiedeva qualche spicciolo. Ma non lo faceva "gratis". Per ringraziare la città che lo ospitava, in cambio teneva pulito quest'angolo di mura, spazzando il cortile e togliendo polvere e foglie dalle scale del sottopasso che sbuca in via Manetti. Così molti grossetani si sono affezionati a lui, e apprezzando il suo modo cortese di rapportarsi al mondo l'hanno premiato con una piccola gara di solidarietà organizzata dal gruppo Facebook "Te lo regalo se vieni a prendertelo a Grosseto e dintorni", capitanato da Monica Loddi.
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Noi abbiamo scoperto a marzo scorso la storia di Jan. Una storia iniziata molti anni prima a Grosseto e continuata - sempre uguale a se stessa - finora sempre in questo punto del centro storico: via Mazzini. E' proprio qui che lui tutte le mattine alle 7 prendeva la scopa e ramazzava per parecchie ore. Teneva pulito il sottopassaggio, la via e il cortile delle scuole elementari dove le maestre lo facevano entrare di buon grado, apprezzandone la gentilezza e il modo di integrarsi con la città.
Jan ha abitato a Grosseto per 6 anni: il padre è morto quando lui ne aveva 2 mentre la madre e i fratelli vivono in Germania. «Dopo che ho spazzato la gente mi è stata sempre riconoscente e mi ha dato qualche soldo», dice mentre ci sorride spiegandoci di non avere un euro e di non poter tornare in Germania e ricongiungersi con i suoi familiari.
Così a Grosseto si è sempre arrangiato come ha potuto: durante il giorno pranzo alla Caritas; di notte ospite alla Casa di Mamre, rifugio per senzatetto vicino alla chiesa del Cottolengo, che però ha dovuto lasciare dieci giorni fa tornando per strada. A offrirgli aiuto in questi mesi è stato il gruppo Fb promosso da Monica Loddi, che con le sue amiche si è affezionata a Jan portandogli del cibo e trovandogli pure chi poteva offrire una roulotte dove dormire.
«Ogni persona che ha visto Jan qua – racconta Monica Loddi – gli ha portato chi le scarpe, chi un indumento, chi un euro o 50 centesimi». E non solo. «Sempre tramite e grazie ai membri del gruppo – dice ancora Loddi – siamo riusciti a fare una piccola colletta che abbiamo intitolato “Un biglietto per Jan”. Nell'arco di due giorni, grazie ad alcuni clienti che andavano al bar Le Sorelline e a Pane e Companatico, siamo riusciti a racimolare 201 euro».
Con questi soldi Jan - dopo questa lunga parentesi da clochard a Grosseto - se ne andrà in Germania da sua madre. «La mia famiglia non ha mai saputo la vita che ho condotto qua – racconta lui – Non sanno che stavo per strada. Ringrazio Monica e i grossetani che mi hanno aiutato e voluto bene. A Grosseto ho incontrato tanta gente generosa».
Due giorni fa, di fronte alle scuole, Monica e un'altra componente del gruppo, Raffaella Palma, lo hanno abbracciato con affetto. Avevano le lacrime agli occhi. Lo hanno stretto forte e gli hanno chiesto di tornare presto.
«Eccoti i soldi – gli hanno detto – Un domani vogliamo rivederti in giacca e cravatta. Con un lavoro stabile, tanti soldi e una bella moglie». In bocca al lupo.
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