Il Tirreno

Grosseto

C’è vita in centro storico

di Maurizio Bernardini
C’è vita in centro storico

Ristoranti, bar, negozi: una piccola rivoluzione nel segno della speranza

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GROSSETO. Fermento in centro storico. Tanti i negozi che continuano a chiudere, stroncati da crisi, burocrazia e caro affitti. Ma la voglia (in alcuni casi necessità) di rischiare, fare impresa, mettersi in gioco c’è sempre. Il trascorrere degli anni porta nel capoluogo realtà inaspettate. Arrivano i grandi marchi globali, come a H&M (apertura 21 maggio), ma fioccano anche piccole e piccolissime attività dalle identità molto “locali” e con i colori di tutto il mondo. Insomma complice anche il fermento notturno degli ultimi anni, il cuore di Grosseto comincia ad assumere un inedito sapore metropolitano fatto di ristoranti multietnici sofisticati drink bar, attività commerciali creative.

Un simbolo su tutti è l’ingresso nella geografia grossetana del Kebab d’Oro. Al posto della storica pizzeria al taglio Pollo d’oro di Giuliano Brutti arrivano (inaugurazione ieri) pietanze turche e curde. Resterà anche qualcosa d’italiano: pizza, crocchette di patate, arancini e supplì. Ma il cambio c’è. I nuovi titolari, i fratelli Harun e Adem Yildizly, sono di origine curda. E saranno proprio le prelibatezze curde e turche al centro della loro offerta ai golosi nostrani.

«Provai – spiega Harun in un buon italiano – a chiedere a Giuliano se fosse stato possibile lavorare assieme, noi con il kebab e lui con la pizza. Ma l’accordo non fu chiuso. Peccato perché è una gran brava persona e la sua pizza era davvero molto buona. Ho deciso di mantenere una parte del nome, anche in onore di quello che era il Pollo d’oro». D’altra parte, Brutti ha più volte ribadito di voler lasciare, dopo quasi quarant’anni di fatiche e successi, un mondo che non è più lo stesso. Un universo fatto di burocrazia e orari pesanti difficili da gestire senza un ricambio generazionale. Ora tocca a kebab, falafel, borek e cous cous preparati dai due fratelli nati a Bingöl e residenti da un decennio nel Belpaese. «In Italia – prosegue Harun – mi trovo bene. Mia figlia è nata qui e non ho avuto mai problemi con nessuno».

La girandola di sapori stranieri non finisce con il Kebab d’oro. Sulle Mura infatti, già da inizio aprile ha aperto il Gran Manzana che prende il poto della bella esperienza del Kiosk. Il locale si trova sul bastione del Cinghialino ed è gestito da Giovanni Pizarro, ecuadoriano e pure lui da un decennio in Italia. Al Gran Manzana è possibile deliziare il palato con cucina tex-mex. «Una novità – spiega orgoglioso – per Grosseto. Parlo di piatti del sud America: pachitos, burrito ma anche panini statunitensi e drink. Ci stiamo preparando per la stagione estiva».

Locali nuovi di zecca pure in altre zone del salotto cittadino: l’accogliente profumeria (In)Estasy di via Aldobrandeschi, aperta da poco meno di un mese; la piadineria Da Chanel all’angolo tra via dell’Unione e piazza Martiri d’Istia. Si trasferisce, invece, L’Isola del Tesoro, simpatico punto vendita di prodotti usati e in ottime condizioni: passerà da via dell’Unione a via Petrella.

Molte le nuove avventure legate all’enogastronomia. Tra queste il ristorante La Bracca di via Ginori. Tutto a conduzione familiare. Padre, madre, figlio e figlia: ognuno ha il suo ruolo. «Cucina maremmana, casereccia. Ho sempre lavorato nel settore della ristorazione come dipendente – spiega il titolare, Giulio Fiumi – e ora ho deciso, con i miei familiari, di tentare a correre con un locale mio». La Bracca, inaugurato il 23 aprile, approderà presto in Rete: «Credo sia utile essere rintracciabili anche su Google plus e Tripadvisor. E ci stiamo già organizzando» promette Giulio.

A pochi passi, dove un tempo c’era il glorioso ristorante Baccio (oggi in via Paglialunga) ecco La Luna ribelle, ristorante in via Garibaldi, fresco d’inaugurazione. Le socie che hanno dato il la alla scommessa sono Geta Tabacaru e Ylenia Bova. «Dopo vent’anni di lavoro come dipendente – spiega Geta, di origini rumene – è il primo locale che apro. Piatti forti? Pizza e pesce. La pubblicità? Basta il passaparola. La cosa difficile, qui, è un’altra: la burocrazia».

Da qualche giorno, importante cambio pure in piazza del Sale: dopo 13 anni di gestione guidata da Beatrice Tonini e Roberto Ferlin La Cantina è rilevata da Guido Conti e Andrew Gabellieri. «Punteremo – spiega Guido – sui prodotti tipici toscani: lampredotto, trippa, formaggi. Ed etichette, ovvio». Tutto proiettato sul pubblico giovane. «Non mancheranno musica jazz e blues, anche con artisti di livello internazionale».

E a proposito di giovani, ecco la grande novità di piazza della Palma: al posto dei tessuti Parisotto arrivano i cocktail d’autore. Il 7 maggio inaugura infatti il Soho, che trasloca da piazza Albegna. «Crediamo ci sia spazio per drink innovativi, selezioni di bollicine. Quest’area – spiega il titolare, Marco Colelli – può divenire sempre più luogo importante per la vita notturna. Non un posto massivo, ma qualcosa di ricercato, genuino. Con bevande di basso livello alcolico, ma dalle qualità sorprendenti».

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