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Profughi, il prefetto rassicura

Profughi, il prefetto rassicura

«In Maremma il 6 per cento di quelli che arrivano in Toscana. E le strutture per accoglierli ci sono già»

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GROSSETO. Nessuna tendopoli per i profughi in Maremma. Almeno per il momento.

Lo assicura il prefetto di Grosseto Anna Maria Manzone, precisando i contorni di quanto dichiarato dal suo collega di Firenze, Luigi Varratta, incaricato dal governo di coordinare tutte le prefetture toscane sul fronte dell’emergenza migranti. Varratta l’altro giorno ha ribadito di essere del tutto contrario all’ipotesi di allestire nella nostra regione tendopoli per l’accoglienza dei disperati che sbarcano in massa sulle coste della Sicilia, ma ha anche spiegato che se l’Europa non mettesse in atto politiche efficaci a limitare gli sbarchi «questi scenari sarebbero inevitabili». E dai suoi uffici è trapelata l’indiscrezione secondo la quale lo stesso Verratti avrebbe già individuato due aree, una a Firenze e l’altra in Maremma, da utilizzare in caso di necessità.

«Si tratta solo di un’ipotesi – chiarisce a strettissimo giro di posta il prefetto Manzone – che per tutti i prefetti della Toscana corrisponde esclusivamente a una extrema ratio. Una situazione da “ondate bibliche” che al momento non si intravvede».

Anche Anna Maria Manzone ha partecipato al summit dei prefetti di giovedì scorso a Firenze, e di quel vertice tiene a sottolineare risultati «molto positivi proprio per Grosseto e la sua provincia».

Uno in particolare: è stato infatti sancito il principio secondo il quale ogni provincia della Toscana accoglierà un numero di profughi, tra quelli che il governo centrale destinerà alla nostra regione, in percentuale alla popolazione residente. E siccome la popolazione della Maremma è il 6 per cento di quella toscana, il conto è presto fatto: ogni mille migranti che dovessero arrivare in Toscana, a Grosseto ne verrebbero dirottati sessanta.

«Un criterio che nello scorso mese di gennaio abbiamo condiviso con la Regione e con l’Anci – ricorda il prefetto Manzone – e che per quanto riguarda la nostra provincia al momento ci vede ampiamente attrezzati per fare fronte al nostro dovere di accoglienza in strutture già esistenti e organizzate. Come prefettura abbiamo esperito la gara e possiamo già sostenere per l’appunto l’arrivo di mille profughi in Toscana, ovverosia sessanta in Maremma. Se poi, come ho detto, si verificheranno ondate bibliche di flussi migratori, si vedrà. Ma prima di dover pensare a un’opzione tendopoli, corre ancora molto tempo».

Anna Maria Manzone non nega comunque che il nome di Grosseto e della sua provincia siano saltati fuori come “luoghi possibili” nel caso della famigerata situazione di emergenza estrema. Ma anche in questo caso – assicura – si tratta solo di ipotesi remote.

«Il prefetto di Firenze – conclude la Manzone – si è informato con il Demanio affinché quest’ultimo indicasse, in via ipotetica, se e dove esistessero aree potenzialmente disponibili per l’allestimento di tendopoli. Il Demanio ne ha indicate tre, una delle quali in Maremma. Ma questa prospettiva è finita subito in un cassetto. Oggi possiamo fronteggiare l’emergenza con le strutture che abbiamo già».

Emilio Guariglia

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