Sicurezza
Sanità, c’è agitazione dentro al Pd
Patti territoriali e futuro del Sant’Andrea al centro delle richieste ai candidati
MASSA MARITTIMA. Il Pd interroga se stesso sulla sanità. In piena campagna elettorale, non c’è momento migliore per ottenere risposte da chi governa o intende farlo: così gli esponenti di spicco del partito nelle Colline Metallifere chiedono spiegazioni e rassicurazioni ai propri candidati in corsa per il consiglio regionale, Enrico Rossi compreso. Su pneumologia, ad esempio; ma anche sui patti territoriali.
«Essi sono il primo e più grande strumento di difesa delle attività territoriali e del presidio ospedaliero di Massa Marittima» dice Giacomo Termine, presidente della Società della Salute Colline Metallifere. Queste parole le indirizza ai quattro candidati maremmani Pd per il consiglio regionale: Barbara Pinzuti, Leonardo Marras, Valentina Culicchi, Francesco Rustici e ovviamente al governatore Rossi.
Anche Termine (che è anche il sindaco di Monterotondo) è dello stesso partito, così come Piero Boccuni, segretario del Pd di Massa Marittima. E anche lui chiede qualcosa ai candidati a proposito delle ultime novità su pneumologia e il trasferimento da Massa a Grosseto dell’unità complessa. «Nonostante le molte rassicurazioni, non ci resta che con una certa solitudine e senso di impotenza per i nostri appelli caduti nel vuoto, prendere atto di questa decisione unilaterale» dice Boccuni, per poi prendere spunto per le sue domande. «Se fare politica non è solo correre per elezioni ma interessarsi ai problemi reali dei territori, vi chiedo: volete valorizzare le risorse che abbiamo o la priorità per voi saranno i capoluogo? Diteci come la pensate sul ruolo delle nostre strutture sanitarie».
Termine invece, da presidente Sds, allarga il campo delle domande a tutta la riforma sanitaria voluta dallo stesso Rossi, con la conseguente nascita delle aree vaste. Da qui la prima preoccupazione. «Qualora si presentassero dei conflitti di competenza tra le zone distretto e i dipartimenti ospedalieri e territoriali della nuova azienda di area vasta, è fondamentale che vengano ascoltate e valorizzate le istanze provenienti dalle prime rispetto alle seconde». Sono i presidi territoriali a preoccupare Termine, nel caso specifico il Sant’Andrea. Da qui, «la centralità dei patti territoriali come riferimento fondamentale quando si discute di sanità nelle nostre zone. È importante che essi siano valorizzati e monitorati. In particolar modo per le Colline Metallifere essi sono il primo e più grande strumento di difesa». Infine, le preoccupazioni legate alla distribuzione delle risorse economiche per i servizi sanitari, dato che «continua a essere pesantemente sbilanciato in favore dei centri urbani più grandi della regione con effetti negativi per la restante popolazione».(a.f.)
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