Il Tirreno

Grosseto

Ecco il comitato contro la stangata Peep

di Maurizio Bernardini
Ecco il comitato contro la stangata Peep

I rappresentanti delle circa 400 famiglie coinvolte si attivano: pronti gli avvocati, intanto incontro con Federconsumatori

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GROSSETO. Sudore, stanchezza e voglia di uscire da un incubo. Così, nella notte di mercoledì 22, nasce il comitato delle famiglie rimaste beffate nell’affaire Peep Pizzetti.

Oltre un centinaio i partecipanti all’assemblea organizzata da alcuni dei 390 residenti su cui aleggia lo spettro di un conguaglio da 8 milioni e 316.000 euro.

«Volevamo una casa, abbiamo acquistato una causa», dice uno degli interessati.

Il caso. Inizio Duemila, sta per sorgere il Peep Pizzetti. Il Comune espropria alcuni terreni. Resta in sospeso la trattativa con le sorelle Anna e Diana Cavalli. Passa il tempo, cambia la giunta: da Bellettini (assessore Colomba) a Bonifazi (assessore Guidoni). L’accordo non arriva. Spunta, invece, la prima delle due sentenze che segnano la questione. La Corte costituzionale (24 ottobre 2007, sentenza 348) innalza al valore di mercato il prezzo delle terre espropriate per finalità sociali. Il 19 settembre 2008 la commissione provinciale espropri stima i terreni delle Cavalli poco meno di 15 milioni. Il Municipio, però, firma la convenzione con le coop per edificare a una cifra dimezzata. Il 6 giugno 2013 (sentenza 868) la Corte d’appello di Firenze boccia la richiesta di 26 milioni di euro avanzata dalle sorelle, ricorse contro il Comune. Ma riallinea i numeri a quelli della commissione (a suo tempo ignorata): mancano più di 8 milioni di euro. Un incubo.

La rabbia. È in questo quadro che s’inserisce la riunione della notte di mercoledì scorso. Nella sala della pizzeria Vignaccio si ritrovano più di cento inquilini. C’è anche qualche legale. Nell’occhio del ciclone piombano Comune, coop e notai. Tanti i residenti pronti a giurare di non esser stati avvertiti da nessuno di quello che stava accadendo. «Solo al momento del rogito mi hanno detto che c’era un contenzioso tra Comune e proprietarie dei terreni e nel contratto esisteva la clausola “salvo conguaglio”. Avevo già arredato casa e stretto un mutuo», spiega una donna. E come lei molti altri.

Il Comitato. L’assemblea si scalda, c’è voglia di arrivare a qualcosa di concreto. Prima un’alzata di mano, poi le firme: nasce il comitato. Avrà il compito di relazionarsi con legali e media. Il direttivo sarà costituito dai rappresentanti di ogni condominio. Al momento sono già una ventina. Primo appuntamento sarà con la Federconsumatori. «Poi vedremo. Una cosa _ assicurano _ è certa: ci faremo sentire».

La politica. Non mancano la riunione i vertici del M5s: «Cercheremo di approfondire la faccenda», promette Giacomo Gori affiancato dal legale Claudio Fiori. C’è la pasionaria del Pd, Stefania Laurenti, in passato già impegnata (con successo) nella bufera dei riscatti per le case Peep: «Ho chiesto i documenti per farli visionare a legali di fiducia. Occorre una soluzione senza spender denari inutili». Non c’è, ma picchia duro, anche Mario Lolini (Lega nord): «È una vergogna. Municipio da una parte, coop dall’altra. E come al solito la gente è in mezzo. Altro che mutui agevolati – dice, riferendosi a una delle cose ipotesi di soluzione cui sta lavorando il Comune _ ci batteremo assieme ai residenti».

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