Il dolore
È in malattia e va al mare: licenziata dipendente comunale
Il giudice accoglie la richiesta del Comune di Castiglione della Pescaia contro un’addetta della polizia municipale assenteista
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un licenziamento dal lavoro da considerarsi storico, quello avvenuto al Comune di Castiglione. Il Tribunale di Grosseto, sezione del lavoro, utilizzando la legge Fornero, ha sentenziato la legittimità del provvedimento di allontanamento di una dipendente, in particolare di Giovanna Ricci, in forza al corpo di polizia municipale.
IN 875 GIORNI DI LAVORO ASSENZE E RITARDI RECORD
Una vicenda iniziata praticamente dal momento dell’assunzione della Ricci, 47 anni residente a Monteriggioni, avvenuta nel dicembre 2010, a seguito di mobilità volontaria esterna del Comune di Siena. Inizialmente Ricci era stata inserita nel settore Sap (Servizi alle persone) e dopo un breve periodo assegnata al Comando della polizia municipale. Secondo la ricostruzione degli ingressi rilevati dalle “strisciate” di presenza, dal dicembre 2010 al 14 giugno 2014, 875 giorni di lavoro, la dipendente è stata presente in 345, mentre ha accusato 321 giorni di malattia e 232 di assenze. Inoltre, viene sottolineato, che in quei 345 giorni in cui la dipendente è andata al lavoro, in 205 occasioni è arrivata in ritardo, accumulando anche debiti orari che non ha poi recuperato, ricevendo ritenute salariali. Giovanna Ricci ha chiesto durante il suo periodo di permanenza al Comune castiglionese tre aspettative per motivi personali: due concesse, dal giugno 2012 al luglio 2012, e dall’aprile 2013 al maggio 2013, e una negata, visto che non c’erano i tempi tecnici previsti.
I GIORNI DI MALATTIA AL MARE, ALL'ESTERO O IN VOLO
Dagli atti del Comune, risultava che le assenze per malattia si concentravano in alcuni giorni, specialmente dove il turno era di nove ore, con il rientro pomeridiano. Inoltre dalle indagini, sempre da parte dell’ente, appare che la dipendente nei giorni dove era in malattia, nei fine settimana, sarebbe andata in alcune località balneari, ed avrebbe partecipato ad alcuni viaggi all’estero, ed inoltre si sarebbe cimentata anche in prove di volo, tutti fatti documentati da post inseriti sui social network. Oltre a rendersi responsabile di molteplici episodi disciplinari, e in diverse occasioni non facendosi trovare nelle ore previste di reperibilità per le visite fiscali.
Insomma, per tutti questi motivi il Comune di Castiglione ha deciso di promuovere il licenziamento, che Ricci ha impugnato, contestando gli addebiti e anzi affermando che l’ente castiglionese ha tenuto un «atteggiamento punitivo» nei suoi confronti. Il giudice del lavoro, ha invece ritenuto legittima la sanzione del licenziamento irrogata dal Comune difeso dagli avvocati Marco Picchi del foro di Grosseto e Daniele Falagiani del settore legale interno, e che i motivi per opporsi da parte della signora Ricci non avessero consistenza.
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE E LA DIFESA
Tante invece le ragioni della decisione presa dal Tribunale del lavoro, considerando che i capi di imputazione erano molteplici. In sostanza però, sono stati riconosciuti gli addebiti contestati, dalle mancate possibilità di effettuare le visite domiciliari fiscali per l’assenza del lavoratore nei luoghi indicati, a quelle delle sanzioni disciplinari subite, alle assenze ingiustificate nei giorni di lavoro.
L’avvocato Michele Cortazzo del foro di Siena, che difende la signora Ricci, contattato telefonicamente non ha voluto commentare la sentenza, dichiarando che «sicuramente faremo appello; questa decisione ha molti aspetti secondo noi critici e ci sono i margini per un’ulteriore valutazione».
Rimane però una sentenza che farà discutere: potrebbe essere infatti la prima in Italia, decretata attraverso la nuova normativa della legge Fornero per i dipendenti della pubblica amministrazione.
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