Il Tirreno

Grosseto

«Due morti, due morti, due morti» L’ira del fratello contro Bilella

di Pierluigi Sposato
«Due morti, due morti, due morti» L’ira del fratello contro Bilella

Alessandro Benetti: «Mia madre deceduta un anno fa non ha potuto riavere il corpo della figlia» Francesca? «Avrà compagnia con la Madonna e gli Angeli», disse il custode di Villa Adua

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GROSSETO. «Due morti, due morti, due morti, due morti», quasi urla dal podio dei testimoni Alessandro Benetti, fratello di Francesca scomparsa il 4 novembre 2013. Morta Francesca, morta anche la madre Marisa: la seconda per il dispiacere di non aver avuto nemmeno il corpo della figlia. E dicendo così fulmina con lo sguardo Antonino Bilella, l’imputato. Parole e comportamento censurate dal presidente della Corte di assise, Giovanni Puliatti. «Deve rivolgersi alla Corte», lo ammonisce.

Alessandro riversa fuori il dolore covato dentro da più di due anni. Come quando rivela - ai carabinieri non lo aveva detto - l’atteggiamento tenuto da Bilella quando il 6 novembre lui e la madre andarono a Villa Adua. «”Non so niente di Francesca”, ci rispose - riferisce Alessandro - Poi andò a prendere delle chiavi per il figlio di lei, Giulio. E quando tornò era agitato, tremolante. Da lui non avemmo risposte. Mia madre piangeva, prima voleva andare via. Io chiedevo ancora notizie . “Avrà compagnia con la Madonna e gli Angeli”, disse Bilella». Benetti ricorda anche la lettera che la madre - morta un anno fa - che nel gennaio 2014 aveva scritto a Bilella detenuto: «Rinuncio a costituirmi parte civile pur di sapere dov’è il corpo». Stava male già prima, dopo la scomparsa stava ancora peggio. Depressione, un tumore al pancreas diagnosticato due mesi prima della morte.

Bilella, in genere impassibile, stavolta una reazione ce l’ha di fronte alle parole di Benetti. Ma dura un niente. Più numerose e continue le osservazioni scambiate con i suoi avvocati a proposito dei suoi presunti inadempimenti del contratto con Francesca, quelli che avevano determinato la proprietaria di Villa Adua a chiudere il suo rapporto con il custode. Ma lui dov’era nelle ore in cui l’ex insegnante di educazione fisica scompariva? I pm Ferraro e Nassi lo chiedono a Graziano Banini, l’escavatorista di Gavorrano che doveva effettuare lavori di regimazione delle acque per conto della lottizzazione Sant’Anna confinante. «Feci due telefonate. Nella prima, alle 11.45, annunciai a Bilella che sarei dovuto entrare e lui mi disse che avrebbe dovuto avere il permesso della Benetti. Alle 12.49 mi chiamò per dire che potevo entrare. Gli dissi che avrei iniziato alle 15». E Bilella? «Disse che sarebbe arrivato dopo, perché aveva una commissione a Grosseto. Alle 15.45 mi chiamò Randazzo, proprietario della lottizzazione, e mi passò Bilella: mi disse che voleva chiudere lui la recinzione e mi chiese quando avrei finito. Risposi alle 16.30».

«Non vidi né un uomo accompagnato da una donna né un uomo da solo», dice Giuseppe Barone, che abita nel podere vicino a Villa Adua («prima di Bilella era abbandonata») e che quel giorno lavorava nel suo giardino visto che non poteva effettuare il suo lavoro di piastrellatura da artigiano edile programmato su una terrazza. Ascoltati anche Claudio Guccini, un amico di Aldo Scotto fidanzato di Francesca, e Paolo Bracciali, che frequentava lo stesso corso di spinning. Brevissime le loro audizioni.

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