Sicurezza
Circhi contro Crasm: "Animali mal tenuti"
Semproniano, blitz per visionare una tigre e un leone. Il direttore replica: erano in pessime condizioni quando sono arrivati
SEMPRONIANO. Il mondo del circo si ribella ai sequestri di animali e apre una battaglia contro gli ambientalisti e i centri da loro gestiti o patrocinati. A cominciare dal Crasm, il Centro recupero animali selvatici di Maremma, a Semproniano, dove trovano riparo gli animali esotici e selvatici che necessitano di cure e dove arrivano anche da tutta Italia gli animali sequestrati.
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Qui l’Ente Nazionale circhi a metà aprile ha fatto una visita e ha pubblicato il resoconto sul sito www.circo.it, il portale di informazione del circo italiano, edito dallo stesso Ente Nazionale circhi, quale primo capitolo del dossier “Animalisti & dollari”. Il dossier è annunciato come una serie di testimonianze sui centri di recupero animali, su canili e sui finanziamenti alle associazioni ambientaliste.
«Noi del mondo del circo abbiamo deciso questa operazione perché siamo noi i veri animalisti – dice Claudio Monti, portavoce dell’Ente Nazionale circhi – quelli a cui gli animali stanno a cuore. Dopo il centro di Semproniano visiteremo altri centri, i canili e tutti i luoghi dove sono custoditi animali. Quando non lo diciamo, per ora».
Il primo step dell’operazione è iniziato a metà aprile, quando una delegazione formata dal presidente dell’Ente Nazionale circhi, Antonio Buccioni, dal presidente Siac Gaetano Montico, dalla veterinaria Barbara Cavedo e da Aldo Martini, ha deciso di presentarsi al Crasm di Semproniano. Qui sono stati reclusi anche gli animali sequestrati al circo Martini a ottobre, tra cui una tigre e un leone.
Un’iniziativa, quella dell’Ente circhi, che si muove in uno scenario anche parlamentare ostile all’attività circense con gli animali. Venticinque senatori nei giorni scorsi hanno chiesto di togliere i finanziamenti ai circhi con animali e di finanziare ulteriormente i Centri di ricovero e recupero.
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«Vorremmo spiegare ai 25 senatori e al governo e agli organi preposti ai controlli qual è la situazione di uno dei tre Centri esistenti in Italia, Semproniano, appunto, riconosciuti e convenzionati con il ministero dell’Ambiente», dice l’Ente Nazionale circhi.
«Va anzitutto chiarito che non è stato possibile accedere facilmente al Centro, tanto che la delegazione il 15 aprile è stata costretta a dormire in zona e a ripresentarsi il giorno seguente», spiega l’Ente circhi.
«Per poter vedere lo stato in cui vengono detenuti gli animali sottratti ai circhi – prosegue – è stato necessario ricorrere ai carabinieri». Una volta dentro l’Enc ha potuto visitare solo la tigre e i leone sequestrati al circo Martini.
«Gli animali detenuti in custodia al Centro non sono nelle giuste condizioni di salute, sono emaciati e apatici», ha scritto dopo la visita il veterinario a proposito del leone e della tigre, assai dimagrito il primo e zoppicante la seconda, chiusi in gabbie ritenute non idonee. «Nella recinzione era presente una vaschetta con poca acqua di colore verde per la presenza di numerose alghe», scrive ancora la veterinaria. Quanto alla tigre, la veterinaria osserva che zoppica da una zampa, ha il pelo sporco e arricciato e sembra non volere restare all’esterno, dove pure ha una gabbia ampia e pulita.
«I rappresentanti dell’Ente circhi sono arrivati al centro senza preavviso mentre io ero fuori – spiega al Tirreno il direttore del Crasm Marco Aloisi – ed essendo io il custode giudiziario degli animali dovevo essere presente. Per questo la visita è slittata di un giorno. I carabinieri li ho chiamati io perché assistessero al sopralluogo».
Ma davvero le condizioni degli animali sono come le hanno descritte i visitatori dell’Ente circhi? «Il leone è arrivato al Crasm in condizioni pessime – spiega il veterinario –. Ho fatto tutta la terapia necessaria e adesso è molto migliorato. Ha vari problemi pregressi, ma sta molto meglio. Non c’è confronto con prima. La piscina con le alghe che è nella gabbia è ad acqua corrente e la scheda clinica l’ho spedita a chi di dovere. Quanto alla tigre, non zoppica da una gamba, ma ha un’artrosi diffusa. Voleva rientrare nella gabbia? Certo, perché le compagne stavano mangiando».
Comunque la battaglia continuerà. «Per noi – dice il portavoce Enc – fa fede la relazione del veterinario Barbara Cavedo, che da anni si prende cura degli animali presenti nei circhi».
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