Il dolore
Un cinghiale scorrazza nel bel mezzo del paese
L’insolito incontro nella zona della Maddalena ad Abbadia San Salvatore Gli agricoltori: «Qua ce ne sono interi branchi che devastano le nostre colture»
ABBADIA SAN SALVATORE. Va a fare una passeggiata nel centro del paese e si trova davanti un cinghiale. Zona della Maddalena, Abbadia San Salvatore, pieno centro cittadino. Silvia Landi, che se l’è visto davanti al di là della rete, l’ha fotografato: «Non ho avuto paura - dice - era abbastanza tranquillo. Ma qui è pieno».
Siamo nel versante senese del Monte Amiata, ma la montagna trabocca di cinghiali in entrambi i versanti: vigneti, oliveti, pascoli, seminativi devastati. Renzo Bonelli, che ha vigne ed olivi a Castel del Piano e Seggiano descrive un quadro esemplare e che ogni giorno gli agricoltori testimonino: «A Riganelli, e in altre proprietà sotto Montegiovi e nella vallata di Seggiano e Potentino, ne circolano grossi branchi. Rompono le reti ed entrano. Devastano ogni cosa. Quando c’è l’uva si mettono i fili con la corrente elettrica, macchè. Il branco manda avanti il verre che rompe i fili e la rete e poi entrano tutti e addio uva. Le recinzioni con pali e rete praticamente non servono a nulla, perché sono sempre branchi di 15-20 animali e dove passano fanno danni incalcolabili. Se poi si aggiungono i danni dei caprioli e degli storni diciamo che siamo davvero a grattare in fondo al barile».
Anche Rosildo Seri che ha un castagneto a Casteldelpiano e cura olivi sotto il paese nella zona di Fontebolla e Pozzuola, conferma: «Nei castagneti passano e sollevano le zolle e spostano addirittura i sassi - spiega - non ci nascono nemmeno più i funghi dove sono passati loro. Cercano le poche castagne rimaste e escono verso sera, quando sentono pochi rumori. Ne ho visti anche 15 tutti insieme. Per non parlare di quello che combinano agli olivi. Nemmeno c’è bisogno di passare con la motozappa. Ci pensano loro. Vanno a lavarsi nel fosso he passa lungo l’oliveto e si travolgono nel fango per pulirsi dai parassiti, credo. Dovunque lasciano segni del loro passaggio: zolle rigirate, cattivo odore- terra con solchi e devastazioni. È davvero difficile lavorare così».
Dappertutto, sull’Amiata, gli agricoltori raccontano la stessa storia: Arcidosso, Santa Fiora, Semproniano, Montelaterone, Monte Labro: «Ormai scorazzano dappertutto - commenta Dante Ricciardi di Stribugliano - nemmeno sementiamo più gli erbai per le pecore, perché tanto mandano tutto all’aria. L’anno scorso hanno devastato, qui a Stribugliano, un intero campo di lupinella, al Monte Labro distruggono i campi di segale e i prati del monte. Sono gruppi di dieci e anche più cinghiali e sono inarrestabili».
Ma oltre che nelle campagne i cinghiali si aggirano attorno ai centri abitati e ad Abbadia è frequente vederli attraversare il paese, dove, addirittura, vi sono zone periferiche in cui a grandi branchi soggiornano e si nutrono.
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