La manifestazione
«Mi disse: c’è un problema, e capii di aver perso tutto»
GROSSETO. Da Ponte-Moore, certo. Ma anche Porisiensi, Bevilacqua, Dell'Acqua, Terziantz. Si parla anche di loro, delle loro proposte, delle loro opere di mediazione, quando vengono chiamati a...
GROSSETO. Da Ponte-Moore, certo. Ma anche Porisiensi, Bevilacqua, Dell'Acqua, Terziantz. Si parla anche di loro, delle loro proposte, delle loro opere di mediazione, quando vengono chiamati a testimoniare le parti offese: semplici stipendiati ma anche imprenditori. Persone che si erano viste prospettare un investimento ad alto tasso di guadagno e con rischi zero, visto che di mezzo c'era un istituto svizzero, c'era un nome come Rotschild. Una questione di fiducia.
Anche nel caso di Sergio Mazzucco, 53 anni, di Longarone, tra l’altro cugino di una delle imputate, Lara Dall'Acqua. «Mi parlò lei di questa possibilità, dodici anni fa. Io e mio fratello ci mettemmo 100mila euro, con l'aiuto di mio padre. E fummo indirizzati da Mario Bevilacqua». E con lui, nello studio nell'abitazione del bancario follonichese, fecero le operazioni: «Io rinnovavo ogni volta i buoni, alla scadenza. Avrei dovuto avere qualcosa come 300mila euro, visto che sono passati dodici anni. Poi nel 2012 mia cugina mi chiamò: “C'è un problema...”. E io capii di aver perso tutto». Dipendente di un albergo, qualche puntata in borsa ammessa di fronte alle domande del legale di parte civile, Ruggini. Mazzucco una cosa la vuole chiarire: «Non ce l'ho con mia cugina. Non mi sento danneggiato da lei quanto piuttosto dalla struttura. Ritengo che lei sia stata in buona fede nei miei confronti». E con Bevilacqua? chiede il legale di parte civile Novelli: «Gli chiesi più volte come ero inquadrato dal punto di vista fiscale. “Non c'è problema, mi rispondeva, la società versa tutte le tasse”. Non mi ha mai dato nulla di scritto ma parliamo di una società svizzera, di Rotschild che ha come cliente anche il Tesoro italiano».
Con Bevilacqua («e con la moglie», dice rispondendo all’avvocato di parte civile Nunzi) aveva avuto a che fare anche Paola Menocci, commerciante follonichese. «Solamente quando ho ricevuto le carte ho capito che ero in carico a Lara Dall'Acqua. Io ho fatto tutto con Bevilacqua, perché lo conosco. Sì, conosco anche Lara, so che lavorava in una ditta, all'amministrazione. Avevo fatto un investimento da 10mila euro ma senza seguirlo particolarmente. Sì, forse ho peccato di dabbenaggine a credere a Bevilacqua... Avrei dovuto avere 27mila euro. Sono andata da un avvocato, mi sono unita al gruppo».
Sui rapporti con Porisiensi hanno testimoniato l’ingegnere Claudio Casilli, livornese, esperto di progetti portuali, energia e prodotti petroliferi («fui intermediario con un cliente ma so che non se ne fece nulla»), e il dentista calabrese operante a Prato, Raffaele Pata, che ha partecipazioni in una società di Gioia Tauro che si occupa di carburanti («andai con Porisiensi alla Falcon Bank, venne giù Da Ponte ma non mi dettero i documenti che dovevo portare ai miei soci e non se ne fece nulla»). (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google