Il Tirreno

Grosseto

MOZIONE DI ANGELINI

«Anche il Comune controlli la qualità dei prodotti Camst»

«Anche il Comune controlli la qualità dei prodotti Camst»

GROSSETO. Lo aveva promesso durante l’ultima seduta della quinta commissione consiliare di cui è presidente e ieri lo ha fatto. Il consigliere comunale Pier Francesco Angelini (Fratelli d’Italia) ha...

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GROSSETO. Lo aveva promesso durante l’ultima seduta della quinta commissione consiliare di cui è presidente e ieri lo ha fatto. Il consigliere comunale Pier Francesco Angelini (Fratelli d’Italia) ha depositato in Comune una mozione sull’episodio della somministrazione di merendine scadute ai bambini di una scuola elementare cittadina da parte della ditta Camst.

L’episodio contestato risale al 4 marzo scorso quando durante una gita una scolaresca di via Sicilia si è trovata a consumare un pranzo al sacco fornito dalla Camst in cui c’erano anche schiacciatine confezionate scadute a gennaio, quindi da ben due mesi. Il caso è scoppiato a metà marzo quando un gruppo di genitori ha deciso di presentare un esposto in Procura e fatto partire il tam tam su Facebook.

Nella mozione Angelini chiede che, alla luce di quanto successo e per evitare che possano ripetersi situazioni simili, il Comune predisponga un controllo continuo sulla qualità e genuinità dei prodotti somministrati dalla Camst attraverso un laboratorio di analisi scelto dall’amministrazione comunale stessa e con spese per i controlli effettuati da questo laboratorio a carico della ditta aggiudicatrice dell’appalto. Il consigliere Angelini sottolinea il fatto che oltre alla Asl che può procedere a propria discrezione con controlli a campione all’interno delle cucine e magazzini della ditta appaltatrice, da parte del Comune non è prevista al momento alcuna attività di controllo.

«In assenza di controlli – lamenta Angelini – è solo per un caso che la vicenda delle schiacciatine scadute sia venuta fuori, tanto è vero che se ne è accorto un genitore nel momento in cui il figlio ha portato a casa la confezione perché non l’aveva mangiata». Angelini chiama in causa anche l’oneroso appalto dei servizi di mensa scolastica. «L’appalto tra il Comune di Grosseto e la Camst – ricorda Angelini - prevede per le casse comunali un esborso quinquennale di quindici milioni di euro pari a tre milioni di euro l’anno. Vista l’ingente somma e trattandosi di mensa scolastica e quindi di bambini i controlli dovrebbero essere doverosi da parte di chi concede l’appalto». (s.l.)

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