Il dolore
Dal Sol Levante per produrre magneti
L’incredibile avventura del giapponese Akifumi Haginaka che ha aperto un’azienda nel golfo e assume personale
FOLLONICA. Da un'amicizia universitaria al business: il giapponese Akifumi Haginaka apre a Follonica un'azienda di magneti.
Stavolta non si tratta di grandi imprenditori orientali che arrivano in Europa solo ed esclusivamente per far soldi, neppure di multinazionali interessate al lucro. Stavolta la storia che arriva dal Paese del Sol Levante è profondamente diversa, di base infatti c'è un legame di stima e affetto che lega tre ragazzi, due follonichesi e un giapponese, che si sono conosciuti venti anni fa a Firenze dove frequentavano l'università i primi e il secondo un corso per imparare l'italiano. Dopo tanti anni le vite dei tre sono cambiate: Emiliano Bianchi ha una compagna e un figlio e gestisce uno stabilimento balneare nel golfo, Stefano Niccolai si è da poco trasferito in Australia con la moglie (originaria di lì) e i due figli, mentre Akifumi Haginara si è sposato, ha quattro bimbi e lavora come manager nell'azienda del suocero, la Magfine Srl, che produce sia in Giappone che in Cina magneti. «Agi è stato a casa con noi a Firenze solo sei mesi, ma sono stati come sei anni. Siamo sempre rimasti in contatto – racconta Emiliano Bianchi – Ogni anno ci sentivamo a Natale, all'inizio mi ricordo che ci scrivevamo delle lettere: quando sono successi il terremoto e lo tsunami nel 2011 abbiamo cercato di contattarlo per sentire come stava perché lui abita proprio nelle zone colpite. Non ci rispondeva ed eravamo preoccupati: dopo quindici giorni ci è arrivata una email nella quale ci spiegava che stava bene e che non aveva risposto prima perché il governo aveva chiesto ai suoi cittadini di non utilizzare Internet per non intasare la rete utile ai soccorsi. Da lì i contatti sono stati più frequenti e poi ad un certo punto Aki ci ha detto: “voglio fare business a Follonica”. Non abbiamo dato più di tanto peso alle sue parole, ma al contrario di noi europei i giapponesi quando promettono una cosa la fanno e con serietà. Da qui l'apertura di una filiale della Magfine nella città del Golfo a febbraio del 2015». L'impresa ha sede in via del Fonditore 806, e per adesso, oltre a Bianchi che ha dato un supporto all'amico e che ha la funzione di supervisore, sono due i dipendenti entrambi follonichesi assunti a tempo indeterminato, ma in futuro le assunzioni aumenteranno. Le difficoltà burocratiche non hanno scoraggiato l'imprenditore giapponese: sono serviti quasi dodici mesi per avere tutti i permessi e aprire la sede dove arrivano gli ordini e viene spedito il materiale. «Il mercato dei magneti – spiega ancora Bianchi – è molto grande: sono utilizzati dagli orafi, dall'industria di moda, dalle officine meccaniche, insomma l'impieghi sono vasti e differenti. Nella sede follonichese gestiamo il portale per gli ordini e abbiamo un magazzino con un'ampia scelta di prodotti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
