Il Tirreno

Grosseto

Cena gratis a chi azzecca “il tesoretto”

di Sara Landi
Cena gratis a chi azzecca “il tesoretto”

Un bottiglione pieno di centesimi, il ristoratore lancia la sfida: chi si avvicina di più alla cifra vince. Già 300 partecipanti

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GROSSETO. Ricordate il gioco dei fagioli di “Pronto, Raffaella?”, il programma televisivo condotto da Raffaella Carrà su Rai Uno dal 1983 al 1985? Niente di più semplice: un barattolo di vetro, un numero imprecisato di fagioli al suo interno e le telefonate da casa a caccia del montepremi per chi si avvicinava di più al numero esatto di fagioli. È il prototipo dei quiz basati sulla fortuna e sull’intuito anziché sulle conoscenze enciclopediche e specialistiche, come succedeva nei programma di Mike Bongiorno. E ora ne esiste una versione rivisitata, tutta “made in Maremma”.

A proporla è il titolare del ristorante-pizzeria “Bora Bora” di via Senese alle porte della città, Daniele Capecchi, noto per la sua simpatia e originalità. I fagioli non ci sono più e al loro posto ecco spuntare le monetine da uno, due e cinque centesimi di euro. Proprio loro, gli antipatici “ramini” che si infilano dappertutto e popolano spesso le fodere delle borse, le tasche dei pantaloni e i posacenere delle auto. C’è chi addirittura ne invoca l’abolizione, visto che produrle costa più di quanto valgono. «Abbiamo un bottiglione al banco dove via via mettevamo i resti con le monetine di rame – dice Daniele – Veniva spontaneo a chiunque domandarsi a quale cifra ammontassero tutte quelle monetine e il gioco è nato da lì, praticamente per scherzo. Ho deciso di mettere in palio una cena per due persone nel mio ristorante a chi indovinerà o si avvicinerà di più al valore dei soldini contenuti nel bottiglione».

In appena una settimana già trecento persone hanno lasciato il loro nome e il loro pronostico su un quadernone. E c’è di più. La cosa ancora più curiosa è che alcuni hanno preso il gioco molto sul serio e non ci stanno a sparare un numero a caso, tanto per partecipare. «C’è chi mi ha chiesto di poter pesare la bottiglia – dice Daniele – Chi invece prende le misure del contenitore e fa calcoli sul volume o sul peso specifico». Insomma pur di avere più chance nell’insolito contest c’è chi scomoda matematica, fisica e ingegneria. Per chi fosse curioso e volesse cimentarsi col gioco delle monetine ricordando una pagina di storia televisiva degli anni Ottanta c’è ancora un po’ di tempo.

«Almeno fino a metà maggio _ assicura il gestore del Bora Bora _ poi porterò le monetine a contare alla Banca della Maremma e vedremo chi dei concorrenti ci è andato più vicino». A quel punto l’oste dovrà onorare la promessa e ospiterà il vincitore (e relativo accompagnatore) a cena nel suo locale.

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