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Alla scoperta di Ambrogio Lorenzetti

MASSA MARITTIMA. Ambrogio Lorenzetti torna protagonista nella sua Massa Marittima. Merito dell’associazione culturale Bcp, che dopo gli studi pubblicati sull’Angelo della Fede a ottobre vuole dare...

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MASSA MARITTIMA. Ambrogio Lorenzetti torna protagonista nella sua Massa Marittima. Merito dell’associazione culturale Bcp, che dopo gli studi pubblicati sull’Angelo della Fede a ottobre vuole dare continuità alla scoperta del grande artista senese attraverso un incontro basato sulla pittura trecentesca.

E questa iniziativa si appresta a essere seguita da un’altra, in cui troveranno spazio la raccolta, traduzione e pubblicazione di studi fatti proprio sul Lorenzetti da critici e storici internazionali. Riparte tutto da lì, insomma: dal graffito ritrovato nello specchio riscoperto l’anno scorso nell’opera dell’Angelo, tuttora visibile nel complesso museale massetano di San Pietro all’Orto, in cui si vede una colomba, simbolo di pace. “La colomba ritrovata”, l’hanno richiamata gli esperti.

E proprio da questo dettaglio la Bcp vuole dare seguito agli studi sul pittore trecentesco che ha messo in piedi questa iniziativa per giovedì, nel museo degli Organi Meccanici Antichi.

Un appuntamento «sul tema della pittura trecentesca ed in particolare sulla figura di artista di Ambrogio Lorenzetti, del quale Massa conserva una delle più importanti opere» dicono dall’associazione culturale, spiegando che l’obiettivo è «completare l’attività di ricerca e di studio sul famoso pittore senese, sviluppando e rendendo pubbliche altre due iniziative».

La prima è appunto la conferenza di giovedì, «per meglio inquadrare l’artista nel suo tempo, in particolare nella Toscana del Trecento». La seconda invece sarà scandita con la raccolta, traduzione e pubblicazione, di studi inediti fatti sul Lorenzetti da critici e storici dell’arte stranieri, di scuola anglosassone e tedesca.

«Le iniziative tendono al contempo a realizzare – concludono dalla Bcp - sia lo scopo della migliore conoscenza di un personaggio della storia dell’arte, ancora in gran parte “misterioso”, sia quello di valorizzare un quadro di grande valore per il patrimonio cittadino, che nel corso degli anni è stato visitato e studiato da molti ricercatori di storia dell’arte, quasi “a insaputa” dei Massetani stessi».

Alfredo Faetti

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