Proteste
Ventuno profughi ospitati sull’Amiata
Piancastagnaio apre l’albergo Il Capriolo, chiuso da dieci anni. Nessun nuovo arrivo invece a Cinigiano: «Siamo pieni»
CASTEL DEL PIANO. Anche l’Amiata continua ad essere rifugio di migranti e si attrezza come può. E se le ormai collaudate strutture di accoglienza, come quelle del comune di Cinigiano, sono già colme e impossibilitate ad ospitare nuovi rifugiati, ci sono paesi, invece, che per la prima volta sono interessati da un fenomeno che negli ultimi giorni, in Italia, sta acquistando una portata eccezionale, da esodo biblico.
Ventuno ospiti provenienti dal Mali e dal Senegal, dunque, sono arrivati alcuni giorni or sono a Piancastagnaio, come annunciato alcuni giorni prima al sindaco Luigi Vagaggini e al vicesindaco Enio Rossi. È la prima volta che Piancastagnaio dà ospitalità ai migranti.
«Si tratta in questo caso di rifugiati politici in attesa di passaporto – dice il sindaco – che sono stati trasferiti a Piancastagnaio da altri paesi vicini. Undici arrivano dal Vivo d’Orcia e provengono dal Mali, altri dieci arrivano da Cetona e sono del Senegal. La cooperativa che li gestisce ha avuto bisogno di trasferirli dal luogo in cui erano stati sistemati e adesso rimarranno a Piancastagnaio fino al 31 di dicembre. Poi, una volta ottenuto il passaporto, potranno andarsene. Ci è stato assicurato che al Vivo d’Orcia e a Cetona non hanno mai creato problemi di sorta nella convivenza con le due comunità. E in ogni caso, casualmente in concomitanza col loro arrivo, sono state rafforzate le forze dell’ordine. Ma non a causa della loro presenza, perché, ripeto, non ce n’è alcun bisogno. Si tratta di un completamento di organico già deciso in precedenza».
I migranti di Piancastagnaio saranno ospitati nella struttura dell’albergo Il Capriolo, chiuso ormai da una decina di anni, che si trova vicino alla chiesa della Madonna del Castagno e che è stato preso in affitto dalla cooperativa sociale Arché di Siena vincitrice della gara di appalto, in collaborazione con una cooperativa amiatina a cui spetta il compito di gestire i migranti.
Lo stesso Vagaggini ha tranquillizzato la comunità, messa in allarme dall’arrivo dei migranti e già preoccupata in precedenza per problemi di sicurezza e legalità: «Sono giovani del Mali e del Senegal che fuggono da massacri e situazioni di terrore, sono persone gentili ed educate e che si rapportano facilmente coi residenti – osserva Luigi Vagaggini – credo che la mia comunità possa stare tranquilla e ospitarli senza problemi fino alla fine di dicembre».
I rifugiati saranno assistiti e seguiti oltre che dagli operatori della cooperativa di riferimento, anche dagli assistenti sociali e potranno frequentare corsi di lingua italiana tenuti da appositi docenti.
Nell’altro versante della montagna, invece, nessun arrivo in vista, neppure per Cinigiano, le cui due strutture, Casa per ferie gestita da Arci e Casa le Pille di Poggi del Sasso, gestita dalla fondazione Sasso di Maremma, sono già al completo.
«A Cinigiano – commenta il sindaco Romina Sani – siamo pieni e impossibilitati ad ospitare altri migranti sia nella Casa per ferie del capoluogo che alle Pille di Poggi del Sasso».
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