Il Tirreno

Grosseto

Sciame d’api in un condominio a Roccastrada: la rimozione causa polemiche

Gabriele Baldanzi
Lo sciame sulla parete del condominio a Roccastrada
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Lo sciame sulla parete del condominio a Roccastrada

Per catturarle è intervenuto un apicoltore di Castiglione e quelli locali si lamentano: «Era meglio se restavano sul nostro territorio»

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ROCCASTRADA. Un tempo la sciamatura delle api - in campagna, nei paesi - era un vero e proprio evento.

Questo è il periodo, tra aprile e maggio. Le api escono in una giornata soleggiata nelle prime ore del mattino, si fermano temporaneamente nei pressi dell'apiario e - dopo una momentanea permanenza - rientrate le esploratrici, sciamano in una nuova definitiva dimora.

In viale Marconi a Roccastrada, in un condominio al civico 20, alcuni residenti si sono accorti che una piccia di api stava crescendo su una parete esterna, vicino alla finestra di un appartamento, al primo piano. Quell’angolo era stato individuato come sede provvisoria in attesa di scegliere la destinazione per la nuova famiglia.

Sono stati chiamati subito i vigili del fuoco. Giunti con camion e scala hanno ispezionato la zona e giustamente hanno optato per un intervento salvifico: la cattura e il trasferimento dello sciame. A effettuare la delicata operazione, però, è stato un apicoltore di Castiglione della Pescaia, prontamente allertato. E’ arrivato a Roccastrada e con maestria e la giusta attrezzatura ha proceduto alla cattura attraverso una specie di glomera, in vista del successivo inarniamento. E fin qui la cronaca.

Il bello, però, è venuto dopo, quando altri condomini e alcuni apicoltori della zona hanno appreso questa notizia. Claudio Borri, per esempio, appena l’ha saputo, è corso in viale Marconi, ma era già troppo tardi. Il nascente alveare era già in viaggio verso la costa. «Peccato, perché siamo in diversi qui nei dintorni di Roccastrada a fare gli apicoltori, per hobby o per mestiere. Bastava un minimo di passaparola e avremmo mantenuto le api sul territorio, senza neppure ricorrere ai vigili del fuoco».

Le api, si sa, sono preziose e alcuni cittadini, come Mario Amerini (che è anche un condomino al civico 20) hanno storto il naso. Un alveare vale sul mercato circa 120 euro, ma soprattutto la presenza di api in zona è gradita e necessaria, data la loro scarsità e la nota malattia - la Varroa - che le sta falcidiando. «E’ stato un apigeato autorizzato – scherza (ma non troppo) Amerini – con il quale si è privato Roccastrada e il suo territorio di un impollinatore naturale straordinario. Credo che i vigili del fuoco, che hanno solo meriti e non colpe - sia chiaro - dovrebbero organizzarsi in modo tale da prendere come riferimento, in casi simili, apicoltori locali e non provenienti da altri comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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