Il Tirreno

Grosseto

Rifiuta il corteggiatore, lui la picchia nel locale

di Elisabetta Giorgi
L'ingresso del pronto soccorso di Grosseto
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L'ingresso del pronto soccorso di Grosseto

Ventiduenne grossetana colpita con un pugno in faccia. Due giorni dopo i due si reincontrano, inseguimento in centro storico. "Vivo nella paura" 

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GROSSETO.  Lui l’ha corteggiata per mesi, poi le attenzioni sono diventate morbose fino a trasformarsi in tormento. Un tormento che nella notte di mercoledì 15 aprile è degenerato in un locale di Grosseto dove la ragazza di 22 anni è andata a divertirsi con alcune amiche. Lì c’era ancora il suo corteggiatore che ci ha riprovato e che di fronte a un rifiuto le ha sferrato un pugno in faccia. La giovane è finita al Pronto soccorso con il volto tumefatto, i genitori si sono rivolti ai carabinieri.

«Ho paura a uscire di casa», ci racconta la ragazza spaventata, che da quel giorno si fa scortare dai genitori pronti a starle accanto accompagnandola ovunque, anche al lavoro. Due giorni fa la storia ha avuto un seguito. La giovane era con le sue amiche e i genitori a passeggio in centro quando si è ritrovata a tu per tu col suo aggressore. Giusto il tempo di dire «è lui» che è scattato un inseguimento: lei, il padre e le amiche gli sono corsi dietro per affrontarlo ma il fuggitivo ha fatto perdere le sue tracce.

È la stessa ragazza a raccontarci la storia, iniziata alcuni mesi fa sui social. A dicembre la barista grossetana e il giovane straniero (30 anni circa) hanno cominciato a chattare su Facebook. «Ci siamo messi a chiacchierare ma era una cosa tranquilla: lui all’epoca era in Olanda», dice lei. Poi pian piano, di fronte a qualche confidenza di troppo, la giovane ha fatto un passo indietro. Prudentemente «ho deciso di eliminarlo dalle mie amicizie perché iniziavo a capire che tipo fosse...».

Passato del tempo, in questi mesi i due si sono visti di persona. «Grosseto è piccola, ci siamo incontrati in alcuni locali». Ed è stato proprio in quelle occasioni - racconta la ragazza - «che lui si è mostrato più volte pressante: insomma, mi ha importunata».

Difatti, proseguono i genitori di lei, «noi stessi abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini: abbiamo cominciato ad accompagnare nostra figlia dappertutto, anche al lavoro, pur di non lasciarla mai sola. Un incubo».

Mercoledì sera, il 15 aprile, la ragazza ha poi deciso di andare con alcune amiche in un locale di Grosseto e pure in quell’occasione - riferisce - «lui era lì e mi ha importunata». Intorno alle 1,30 la situazione è degenerata e «a un certo punto, siccome non si allontanava, ho alzato la voce. Un ragazzo che era lì accanto l’ha preso da parte per farlo desistere ma lui non contento è tornato e ci ha riprovato». Insomma, di fronte al no davanti ai divanetti, «mi ha piantato un pugno in faccia e mi ha rotto un dente». C’era un’amica di lei, c’erano tante persone. «Sono caduta sbattendo la testa. Tra l’altro nessuno che era lì mi ha aiutata - commenta - Io e la mia amica abbiamo chiamato un’ambulanza». Gli stessi genitori commentano desolati che nessuno ha mosso un dito per aiutare la figlia a terra. «Rammento pure - continua la ragazza - che un buttafuori mi ha detto: fai finta che non sia successo niente…».

È stato chiamato il 118. Un’ambulanza ha prelevato la ragazza e l’ha portata al Pronto soccorso dov’è stata visitata e medicata. Restano sul volto i segni evidenti: ematomi e lividi sotto gli occhi, il naso gonfio, il viso pesto, violaceo. La mattina dopo, giovedì, la ragazza è andata in caserma dai carabinieri con i genitori a sporgere denuncia.

La storia non finisce qui perché passato un altro giorno - e arriviamo a venerdì intorno alle 17,30 - la giovane barista è andata a fare una passeggiata con un’amica per il corso Carducci e ha incontrato di nuovo il tipo. A poca distanza da lei, i genitori si erano messi a sedere in un bar all’aperto per controllarla. «Non stiamo tranquilli», ci raccontano. E a un certo punto la giovane e il suo aggressore si sono incrociati di fronte al Bar del Corso. Tempo di rendersene conto, che lei ha gridato: «Eccolo, è lui». Ha fatto un cenno al padre che si è alzato di scatto facendo scattare un inseguimento. Il giovane è scappato, ha imboccato le vie collaterali, è entrato nelle stradine interne ed è arrivato fino a via Garibaldi dove in molti l’hanno visto fuggire pensando a uno scippatore.

Un gruppo di gente, attirata dal rumore, si è accalcata davanti al Caffè latino, al ristorante Lucignolo e allo Zenzero dove lui è sfrecciato e ha fatto perdere le sue tracce: per poco - nella foga - non ha travolto un’altra ragazza. Lì di fronte hanno concluso il loro inseguimento la giovane barista, suo padre, sua madre e le amiche: il fuggitivo si è volatilizzato in direzione del carcere. Ora la famiglia ha paura.

La mamma racconta che proprio venerdì pomeriggio ha «chiamato i carabinieri che non sono venuti. Siamo arrabbiati ma anche impauriti. La notte non dormiamo più. Com’è possibile che succedano queste situazioni?».
 

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