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Grosseto

l’altra proposta

«Perché non farne una casa delle donne per le donne?»

 «Perché non farne una casa delle donne per le donne?»

GROSSETO. Una nuova vita per l’ex Garibaldi come “Casa delle donne all’interno di una Casa delle Culture”. A formalizzare la proposta, inviata anche al sindaco Emilio Bonifazi e all’assessore alle...

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GROSSETO. Una nuova vita per l’ex Garibaldi come “Casa delle donne all’interno di una Casa delle Culture”. A formalizzare la proposta, inviata anche al sindaco Emilio Bonifazi e all’assessore alle politiche sociali Antonella Goretti, sono due associazioni di donne, il Centro Donna e l’associazione Raccontincontri, che gestisce la Libreria delle ragazze. Le due associazioni prendono spunto dagli ultimi fatti di cronaca che hanno riguardato la struttura per ricordare un precedente storico, l’occupazione dell’ex Garibaldi nel 1978 da parte delle donne del collettivo femminista grossetano.

Anche allora, ricordano le presidenti del Centro Donna Franca Gazzarri e di Raccontincontri Mariella Folchi, l’ex orfanotrofio era uno spazio della città in abbandono. L’occupazione del 1978 ebbe tra l’altro i suoi frutti perché l’edificio fu in seguito ristrutturato e divenne la sede del Centro Donna e di altre associazioni.

Alla luce di questa pagina di storia recente della città Centro Donna e Raccontincontri chiedono al Comune di aprire un tavolo di lavoro per fare dell’ex Garibaldi ancora una volta la Casa delle Donne.

«Potrebbe accogliere – scrivono in una nota condivisa Gazzarri e Folchi – oltre alle associazioni di donne servizi come il centro antiviolenza, l’archivio storico delle donne di Grosseto, servizi di pubblico interesse come uno sportello informativo per le migranti. Una parte dello stabile potrebbe essere destinata a dormitorio per le donne, oggi assente in città». Centro Donna e Raccontincontri sottolineano che «una gestione partecipata e responsabile di questi spazi porterebbe a un’economicità e valorizzazione dei locali messi a disposizione dagli enti locali: non più la stanza assegnata in esclusiva alle associazioni, indipendentemente dalle reali esigenze d’uso ma l’ottimizzazione degli spazi e dei servizi di base».(s.l.)

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