Il Tirreno

Grosseto

Minaccia di far saltare in aria il palazzo: ottantenne arrestata

di Pierluigi Sposato
Una pattuglia dei carabinieri in azione (foto d'archivio)
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Una pattuglia dei carabinieri in azione (foto d'archivio)

Calci, morsi e testate ai carabinieri che dovevano allontanarla da casa. Da tempo la donna rendeva la vita impossibile al vicinato, denunciata anche per stalking

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GROSSETO. Di lei i vicini non ne potevano davvero più. Non potevano più sopportare quelli che apparentemente potevano sembrare dispetti minimi ma che si rivelavano atti in grado di provocare gravi conseguenze: addirittura l’incendio dello stabile. Finita nei guai con la giustizia qualche tempo fa proprio per questo motivo (era andata anche ai domiciliari), l’altro giorno Teresa (il nome è di fantasia), quasi ottanta anni, abitante in una frazione di Grosseto, ha dato in escandescenze con i carabinieri che le avevano portato un ordine di allontanamento: «Andate via, da qui non mi muovo. Faccio saltare tutto!». E lì accanto c’erano un paio di bombole di gpl.

Adesso Teresa in quella casa non abita più. È in carcere, a Pisa, per resistenza a pubblico ufficiale e stalking, in attesa che un giudice si occupi (di nuovo) del suo caso. E forse anche in attesa che uno specialista si occupi (di nuovo) della sua salute mentale: un esperto l’ha già visitata tempo addietro, c’è un decadimento psichico ma non c’è una incapacità totale di intendere e di volere. Ma lì, in quel condominio, i “dispetti” andavano avanti e un provvedimento andava preso: dopo i domiciliari, rivelatisi non efficaci, il gip aveva deciso per un divieto di dimora nella frazione, dopo i fatti dell’altro giorno il pm ha chiesto la custodia in carcere.

Lo stalking sarebbe andato avanti dalla fine dell’anno scorso. Cosa avrebbe fatto Teresa? Avrebbe lasciato aperto di notte il portone d’ingresso, fatto di per sé non gravissimo; ma avrebbe anche danneggiato il campanello, minacciando e insultando i vicini; avrebbe messo in corto circuito i fili del portone, al punto che ne sarebbe nato un surriscaldamento tale da causare l’incendio del palazzo. Lì carabinieri e vigili del fuoco erano andati spesso, chiamati da Teresa che lamentava invece a sua volta i rumori e i cattivi odori che sarebbero stati causati dai vicini. C’è l’ipotesi di stalking nei confronti di tutti i vicini di casa ma in particolare di una di loro, al punto che la Procura afferma che questa donna sarebbe stata costretta a cambiare le abitudini di vita.

Quanto avvenuto dal novembre scorso a oggi era noto alla magistratura, che aveva aperto un fascicolo e disposto i domiciliari. Poiché gli arresti non erano serviti a cambiare lo stato delle cose e anzi la questione rischiava di aggravarsi, ecco la decisione di allontanarla dalla frazione. Così i carabinieri venerdì mattina sono andati a portarle l’ordine firmato dal giudice e a invitarla a seguirli in caserma. E in questa circostanza è successo il putiferio. Teresa avrebbe aggredito i carabinieri (calci, spintoni, morsi e anche una testata al petto di un appuntato) cercando di impedire di fatto che le si potesse ordinare di lasciare la casa e il paese. Si sarebbe chiusa in casa e da lì dentro avrebbe minacciato di far saltare tutto. Un evento possibile, hanno notato i carabinieri intervenuti, perché nelle vicinanze c’erano due bombole di gas. Dai e dai, i militari sono poi riusciti ad aver ragione della furia di Teresa. E l’hanno arrestata. Una misura presa soprattutto a tutela dei vicini di casa. Ma anche un modo per pensare a Teresa e al suo stato di salute mentale. Di cui il prima possibile qualcuno si dovrà occupare.

 

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