Sicurezza
Rustici, il calimero che prova a prendere il Pd in contropiede
GROSSETO. Preferisce gli schiamazzi alla mobilità notturna su strada. Chiede progetti di lungo periodo al posto della “politica delle contingenze”. Il suo mito è Berlinguer, morto quando lui ancora...
GROSSETO. Preferisce gli schiamazzi alla mobilità notturna su strada. Chiede progetti di lungo periodo al posto della “politica delle contingenze”. Il suo mito è Berlinguer, morto quando lui ancora non era nato. Ufficializzato per ultimo, senza budget e sponsor alle spalle, Francesco Rustici, 29 anni, leader dei Giovani democratici, è il calimero del Pd, un pulcino rosso (invece che nero) - quasi sconosciuto alle cronache politiche - una lingua lunga che proverà a contrastare il favoritissimo Marras nella sfida di genere per il consiglio regionale nel collegio grossetano.
La quarta via di Rustici è una miscela con tanti ingredienti. «Mi faccia dire subito, così ci togliamo il pensiero, che sono lusingato per questa opportunità che il Pd mi ha dato, ci ha dato. Sarà un’esperienza importante. Sono soprattutto orgoglioso del coraggio e del senso di responsabilità dimostrato dai ragazzi del giovanile, in particolare voglio rammentare il segretario provinciale Federico Badini e quello comunale Marco di Giacopo. E’ loro il merito di questa bella pensata, che – diciamolo – ha tolto il partito da una impasse imbarazzante». Rustici non ha mai ricoperto ruoli politici istituzionali (se non la “poltrona” di rappresentante d’istituto al liceo scientifico).
E’ un dottorando che vive a Firenze 5 giorni su 7, lavora a Pisa (alla Normale) e d’inverno viene a caccia a Sticciano, il paese dei nonni. «Ho compiuto il percorso formativo regolare e non ho alcuna certezza per il domani». Lui non lo dice ma il lavoro, quello dove ci si sporca le mani, lo conosce bene: dai 16 anni in poi non ha perso una stagione: apprendista metalmeccanico, commesso, coglitore. «Per i ragazzi - dice - è difficile emergere, trovare il modo di esprimersi e di offrire il loro contributo, e questo avviene sia nella vita, sia nella politica. Il nostro punto di forza in questa campagna elettorale sarà la creatività. Faremo una campagna a costo zero, “scollettando” al bisogno e creando una sorta di Diario di bordo che dia conto, giorno per giorno, delle spese e degli spostamenti. Stiamo cercando un’utilitaria – mi piacerebbe una Panda anni ‘90 – per battere il territorio, che svolga anche la funzione di sede elettorale in movimento».
Ma ha già un programma elettorale personale Francesco Rustici? «Certo. Non canonico, però». E inizia a snocciolare i punti su cui gli piacerebbe incidere: «Iniziamo dalle difficoltà dell’universo giovanile (e sono molte). La Regione dovrebbe non solo offrire aiuti e incentivi (benissimo) ma anche lavorare per creare sistemi e percorsi formativi e occupazionali più organici. I punti sui quali vogliamo lavorare sono molti. Poi la scuola (in particolare il problema dell’abbandono scolastico di ritorno e della sicurezza dei luoghi di studio), il diritto alla casa per le giovani coppie, le infrastrutture (come i trasporti interregionali per gli studenti e i pendolari)». Insomma un programma aperto, prodotto on the road. (g.b.)
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