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Il Tribunale ha dichiarato il fallimento della Isotech Ambiente

CALDANA. Il Tribunale di Siena ha dichiarato il fallimento della Isotech Ambiente (ex Caldana srl), società che aveva sede nella zona artigianale delle Basse dove venivano prodotti manufatti in...

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CALDANA. Il Tribunale di Siena ha dichiarato il fallimento della Isotech Ambiente (ex Caldana srl), società che aveva sede nella zona artigianale delle Basse dove venivano prodotti manufatti in cemento. La sentenza interviene a conclusione di un iter che aveva avuto un indirizzo almeno in parte differente, dal momento che nel gennaio scorso l'azienda aveva assicurato che sarebbero stati pagati gli stipendi ai dipendenti. Invece tutto ciò non era avvenuto nei termini concordati (il giudice aveva fissato l'udienza al 2 febbraio). E così si è messo in moto il meccanismo fallimentare, dopo l'istanza presentata da sei dipendenti.

Adesso questi ultimi, spiega il legale che li tutela, l'avvocato Silvia Muratori, potranno accedere al fondo di garanzia per cercare di ottenere il versamento delle spettanze reclamate. In ballo, più o meno, ci sono quarantamila euro. Si tratta di persone, che hanno un'età tra i 35 e i 40 anni, tutti con moglie e figli, e che dopo aver atteso che la situazione si normalizzasse avevano promosso un'azione giudiziaria con lo scopo di veder riconosciuti i loro diritti. I dipendenti - soltanto alcuni dei quali avevano nel frattempo trovato un nuovo lavoro - avevano intrapreso questa strada ritenendo che vi fossero sì i presupposti per la dichiarazione di fallimento, e per far attivare le procedure Inps per il pagamento del Tfr, ma anche che vi fosse un margine per una composizione diversa. Così invece non è stato.

Tutta la vicenda nasce con la crisi di Consorzio Etruria, di cui i lavoratori erano soci. Successivamente i dipendenti della casa madre erano stati trasferiti a società satellite, con le rassicurazioni del caso. Ma le cose non erano andate come gli operai auspicavano e la Caldana srl, così si chiamava la società creata (sede nella zona artigianale delle Basse), era andata in difficoltà, rischiando il fallimento: era stata presentata un'apposita istanza. Ma prima che la procedura fosse completata era intervenuta la Isotech, che si era impegnata a saldare i debiti. Fallimento evitato, concordato aperto: tutti gli operai (una quindicina) assunti, garanzie su posti di lavoro e sul lavoro stesso. Ma nulla di concreto era avvenuto: lavoro sempre meno, stipendi poi finiti. Ormai un paio di anni fa, erano state promosse azioni esecutive e ingiunzioni finalizzate all'ottenimento degli stipendi, alcune delle quali erano state accolte. E del caso Isotech si erano interessate anche le amministrazioni locali e i sindacati. (p.s.)

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