Il Tirreno

Grosseto

Il farmaco antitumore è finito, il dramma di un paziente

Francesca Ferri

Brutta sorpresa per un grossetano: la ditta ha interrotto la produzione. La denuncia di Federconsumatori

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GROSSETO. La prescrizione parlava chiaro: per il suo tumore alla vescica serviva un ciclo di lavaggi con il Bcg, Bacillo di Calmétte-Guerin, nato come vaccino negli anni Venti e oggi usato per trattare queste neoplasie, dove si è rivelato molto efficace. Figurarsi lo sconcerto del paziente, un grossetano di 75 anni, quando è stato chiamato dall’Asl per essere informato che la terapia al momento non si poteva fare «perché il farmaco non si trova».

La vicenda la racconta Federconsumatori Grosseto, a cui l’uomo si è rivolto, e – va detto subito – la soluzione appare purtroppo molto lontana. Il farmaco, l’Oncotice della ditta Msd, costa circa 70 euro e non si trova perché la casa produttrice nel 2013 ne ha interrotto la produzione, «per ragioni non chiare», dice il presidente di Federconsumatori Grosseto Giuseppe De Martis.

Che fare? Farmaci simili sono prodotti negli Stati Uniti, «ma i produttori nel limitato la vendita al mercato interno», dice De Martis. Altri medicinali simili si trovano in Belgio e in India ma, in quest’ultimo Paese, costano cinque volte di più.

«Nel 2014 – spiega De Martis – l’Agenzia italiana del farmaco ha rilasciato a tutte le strutture sanitarie che ne hanno fatto richiesta l’autorizzazione all’importazione del medicinale analogo registrato all’estero dalla Serum Institute of India». Il farmaco non è registrato in Italia ed è per questo che l’Aifa ha autorizzato l’acquisto in via eccezionale, con una postilla: tocca alle Asl stesse prendersi la responsabilità che di norma spetta all’Aifa, cioè stabilire se il farmaco sia sicuro.

Un dettaglio non trascurabile, anche perché le Asl ovviamente possono fare una valutazione sulla base della sola documentazione prodotta dalla casa farmaceutica. Essendo meno tutelati, molti specialisti sono reticenti a prescriverlo.

Il caso è dunque mondiale e il settantacinquenne grossetano si è trovato a farne le spese. Cosa deve dunque aspettarsi questo signore e tutti gli altri con il cancro alla vescica?

«Confermo che in Italia la distribuzione è carente e che in una nota ufficiale l’Aifa autorizza le Asl a importare questo farmaco dall’estero», spiega il dottor Fabio Lena, responsabile delle politiche per il farmaco dell’Asl 9. «In provincia di Grosseto – prosegue Lena – ha cominciato ad essere via via mancante a metà 2014. Abbiamo un ordine in sospeso da ottobre 2014 di circa 40 flaconi».

Come se non bastasse, in autunno sono cambiate le linee guida nazionali sulla diagnostica anatomopatologica, per cui se prima il farmaco a base di Bcg veniva prescritto solo nel più grave di tre livelli di tumori (modesto, moderato e alto), oggi i livelli sono solo due (basso e alto). Il Bcg continua a essere prescritto nel livello alto, solo che questo, oggi, potrebbe comprendere anche casi in cui tale farmaco non è indispensabile. Anche questo ha contribuito a far crescere la domanda in un momento in cui il Bcg già scarseggiava.

Su questo fronte tutte le aziende sanitarie con gruppi interdisciplinari stanno approfondendo i casi per individuare con appropriatezza i casi da trattare con questo farmaco e che si possono trattare con altre terapie.

«L’Asl di Grosseto inoltre – spiega Lena – ha aperto ordini su tre fronti: per l’Oncotice, che in sospeso da ottobre; per il Bcg Medac (quello belga, ndr) per 250 flaconi che costano circa 75 euro l’uno; e per l’Urovac o Oncovac Bcg indiano, del distributore Intercompany, che costa 83 euro a flacone e ne servono tre a paziente, per un totale di circa 250 euro a terapia». Quest’ultimo probabilmente è disponibile, ma per farlo arrivare dall’estero servono in media 20 giorni. «È ovvio che, non conoscendo i tempi di consegna, diventa impossibile fare una programmazione», spiega Lena.

E, quando arriverà, sarà davvero sicuro come gli omologhi europei e americano? «Come Federconsumatori – conclude De Martis – non riusciamo a capire come l’intera Europa si trovi in una situazione sanitaria del genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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