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GAVORRANO

Il Comune blocca la cava ma la ditta evita lo stop

Il Comune blocca la cava ma la ditta evita lo stop

GAVORRANO. Il Comune le ha revocato l’autorizzazione per i lavori, ma la ditta non ne ha fatto un gran problema. Tant’è che non ha risposto neanche alla richiesta di una nuova documentazione, visto...

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GAVORRANO. Il Comune le ha revocato l’autorizzazione per i lavori, ma la ditta non ne ha fatto un gran problema. Tant’è che non ha risposto neanche alla richiesta di una nuova documentazione, visto che più o meno nello stesso periodo era prevista la conferenza dei servizi sulla cava della Vallina, in cui lavora appunto la Edilcave.

È bastato aspettare quell’appuntamento e presentare su quel tavolo tutto il fascicolo completo per aggirare lo stop imposto dal municipio: la conferenza infatti ha dato il via libera alla nuova autorizzazione. In questo modo la ditta è riuscita a proseguire con i suoi lavori, sebbene rimanga pendente un ricorso al Tar.

Questa è una vicenda di ordinaria burocrazia, che attraversa le strade che si nascondono dietro i cavilli dei vari regolamenti per poi finire tutto come prima. Tutto nasce qualche mese fa, alla fine del 2014, quando i tecnici del Comune di Gavorrano vanno a fare un sopralluogo nella cava della Vallina, una delle poche ancora aperte nelle Colline Metallifere, e riscontrano delle irregolarità nei lavori che sta portando avanti la Edilcave, società che ha ottenuto il permesso a scavare sancito da una convenzione con l’amministrazione. Il problema maggiore era rappresentato dal fatto che le scavatrici stavano operando su un perimetro più grande rispetto a quello previsto. Un’irregolarità punita dal Comune con il ritiro della convenzione e il conseguente annullamento dei permessi per lavorare. Allo stesso tempo, poi, ha dato la possibilità alla ditta di presentare dei documenti integrativi così da poter valutare nuovamente la questione. Ma l’Edilcave non ha inviato nulla. Il rilascio delle autorizzazioni per lavori di questo tipo, infatti, passa attraverso una conferenza dei servizi, già convocata in precedenza proprio sulla cava della Vallina ed è stato solo in quella sede che il privato ha presentato tutto il necessario per poter andar avanti con la sua attività, ampliandola. Due appuntamenti, la scadenza data dal Comune e la conferenza dei servizi, andati in scena più o meno nello stesso periodo, così che l’Edilcave ha fatto scadere i termini della prima e ottenuto il via libera dalla seconda. E in questo modo, ha ripreso a scavare.

Sembrerebbe tutto risolto, in ordine tutte le pratiche. Ma in realtà c’è ancora un conto in sospeso tra la ditta e il Comune: un ricorso al Tar. Per non correre rischi dopo la revoca delle autorizzazioni, infatti, il privato si è appellato al tribunale amministrativo contro l’ordinanza e il procedimento in questo senso va avanti. Da capire se deciderà o meno di ritirare il ricorso.(a.f.)

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