Sicurezza
I primi dieci profughi presi in carico dal Coeso
Due nuclei familiari eritrei, con bimbi piccoli, sono ospitati alla Rugginosa Il piano della Prefettura prevede fino a 90 nuovi arrivi in Maremma nel 2015
GROSSETO. Le cooperative si stanno attrezzando: c’è chi studia da capo le strutture a sua disposizione, così da aggiungere posti letto, e chi ha iniziato a prendere contatti con altre associazioni, come la Caritas, per esser certe di avere tutto il materiale necessario per l’accoglienza. Del resto, i primi nuovi dieci esuli sono già arrivati.
Sono due nuclei familiari, tra cui due bambine, al momento ferme nella sede della prima accoglienza: l’ex scuola materna della Ruggionosa, a Grosseto. Finché loro non saranno sistemate, non potrà arrivare nessun altro profugo in Maremma; ma una volta compiuto questo passo, è possibile che nel giro di poco tempo possano arrivarne di nuovi.
Le previsioni della Prefettura sono quelle ormai note: nell’arco del 2015, saranno novanta le persone che arriveranno nel Grossetano per cercare protezione internazionale e richiesta d’asilo. Salvo che la situazione in nord Africa non precipiti. Tant’è che nel piano per l’anno in corso non si è voluto correre rischi e i posti disponibili sono centocinquanta in più rispetto ai cento profughi già presenti sul territorio.
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Ad oggi sono dieci i nuovi esuli ospitati in Maremma. Due famiglie, dell’Eritrea, a cui si aggiungono un uomo e una donna dello stesso Paese, e due ragazze: una del Gambia e una della Somalia. Sono arrivati giovedì sera alla Ruggionosa, la struttura che la Prefettura di Grosseto ha allestito per la prima accoglienza, affidando la gestione al Coeso. Al momento, gli ospiti sono sempre là dentro, dove i medici dell’Asl stanno provvedendo alle visite di rito. Non ci sarebbe nessun caso particolare legato alla loro salute, ma è certo che le loro condizioni sono provate da un lungo e tormentato viaggio che ne ha abbassato notevolmente le difese immunitarie, costringendo i medici anche a delle cure specifiche.
Una volta terminata questa fase, le due famiglie, le due ragazze, l’uomo e la donna troveranno accoglienza nelle strutture delle Colline Metallifere, gestite dell’associazione di Bagni di Lucca chiamata Partecipazione e Sviluppo, che ha già in carico una cinquantina di profughi sparsi tra le varie sedi. Questa infatti è risultata la prima nella graduatoria della gara indetta dalla Prefettura, proprio grazie a un piano d’ampliamento che permette di aumentare i posti disponibili per l’accoglienza (in tutto 109, comprese le persone già presenti). Stesso impegno che stanno portando avanti le altre cooperative del territorio grossetano, in contatto con le associazioni di volontariato per farsi trovare pronte al momento giusto, soprattutto in vista del futuro, che appare sempre più incerto.
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