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Grosseto

evasione fiscale

I fratelli Giannetti e il ragionier Chiappelli restano in carcere

Pierluigi Sposato
I fratelli Giannetti e il ragionier Chiappelli restano in carcere

Dopo il Tribunale della libertà, anche il gip dice no al ritorno in libertà

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GROSSETO. Il gip del Tribunale di Roma ha detto no alla scarcerazione di Aristide Giannetti, della sorella Beatrice  e del ragioniere Andrea Chiappelli, ritenuti responsabili dell’evasione delle accise per il gasolio proveniente dall’estero, nell’ambito dell’operazione Sturm Oil.

In due pagine, il giudice Maurizio Caivano conferma le misure da lui stesso emesse ed eseguite quasi un mese fa, ritenendo ancora sussistenti i gravi indizi di colpevolezza che avevano portato agli arresti. Solo il carcere, secondo il gip, è la misura adeguata. E nel confermare la propria decisione, il giudice fa riferimento anche ai contenuti dell’ordinanza del Tribunale del riesame depositata il 13 aprile dopo l’udienza di discussione del 2 aprile: motivazioni che respingono anch’esse la richiesta di libertà, di cui però i difensori Alessandro Maria Lecci e Oliviero De Carolis Villars non sono ancora in possesso. Lo stesso 13 aprile i legali avevano depositato un’istanza proprio al gip in merito all’applicazione del recente decreto legislativo che disciplina diversamente le misure cautelari, ritenendo il carcere come l’ultima ratio. I difensori hanno chiesto una modifica delle misure, se non proprio l’annullamento. Nell’ordinanza del gip, non vi è tuttavia cenno a questa istanza.

I difensori annunciano che impugneranno l’ordinanza del gip e che ricorreranno in Cassazione contro la decisione del Tribunale della libertà, una volta che conosceranno le motivazioni. Aristide Giannetti e Andrea Chiappelli sono detenuti nel carcere di Grosseto, mentre Beatrice è rinchiusa nel carcere di Rebibbia.

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