Il Tirreno

Grosseto

Bambino di tre anni muore investito da un'auto

La Panda coinvolta nell'incidente e una delle auto della polizia municipale intervenute per i rilievi
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La Panda coinvolta nell'incidente e una delle auto della polizia municipale intervenute per i rilievi

Grosseto: era in compagnia del padre, medico, e dei fratellini. La madre, infermiera, in quel momento era in servizio al 118

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ROSELLE. Una tragedia improvvisa sabato 18 intorno alle 19,30 ha lasciato il capoluogo sotto choc: un bambino di tre anni, Lorenzo Groccia, grossetano, è morto dopo essere stato investito da un’auto davanti a casa sua a Roselle, in via degli Aiali, traversa di via Batignanese.

Figlio di una coppia di grossetani molto conosciuti e stimati - lui Vincenzo medico anestesista al Misericordia, lei Margherita infermiera del 118 e tra l’altro in turno proprio in quel momento- il piccolo è apparso subito in condizioni gravissime e nonostante i soccorsi e il disperato tentativo di rianimazione praticato sia sul posto che in ambulanza è morto di lì a poco per le gravissime lesioni riportate.

La dinamica dell’incidente è in corso di accertamento da parte della polizia municipale di Grosseto. Da una prima ricostruzione pare che il piccolo stesse giocando, prima di cena intorno alle 19,20, nell’orto di proprietà della famiglia che sorge proprio in via degli Aiali, un orto che si trova sulla destra percorrendo la strada in uscita da Roselle. Un piccolo appezzamento che sorge di fronte alla palazzina, di là dalla strada, dove il piccolo abitava con i suoi genitori; lì davanti c’è anche un piccolo parcheggio condominale a servizio degli abitanti lì di fronte.

Lorenzo era nell’orto con il padre, il fratellino e la sorellina quando - smesso per un attimo di giocare - ha oltrepassato la soglia dell’orto ed è uscito immettendosi sulla strada degli Aiali, forse per tornare verso casa. Non ha avuto il tempo di rendersi conto. È stato tutto fulmineo, la tragedia si è consumata in una manciata di secondi.

Proprio in quel momento è sopraggiunta una macchina che l’ha travolto nella corsia che insiste sullo stesso lato dell’orto: era una Fiat Panda blu 4x4 condotta da una ragazza, Giulia Trapassi, di soli 22 anni, che aveva imboccato via degli Aiali. L’urto è stato inevitabile.

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Subito sono scattati i soccorsi. Ed è scattata soprattutto la corsa disperata del padre che sotto choc ha raggiunto incredulo il corpicino del figlio lì accanto, riverso sull’asfalto. Anche gli abitanti del condominio hanno intuito la drammaticità e si sono precipitati in strada. Il bimbo era a terra in condizioni disperate, davanti allo sguardo sconvolto e angosciato del babbo medico che ha provato a praticargli le prime cure di rianimazione.

Sul posto è arrivata un’ambulanza che ha portato Lorenzo all’ospedale Misericordia di Grosseto, ma per lui non c’è stato niente da fare. Il cuore del piccolo ha smesso di battere intorno alle 20, nel profondo dolore dei familiari che non sanno ancora spiegarsi come sia successo. La polizia municipale è intervenuta subito con due pattuglie per i rilievi e la ricostruzione della dinamica, circoscrivendo il punto dell’impatto e la parte di carreggiata di fronte all’orto nel quale il bimbo giocava, misurando le distanze e prendendo i punti di riferimenti per il calcolo della traiettoria e della dinamica.

Il bambino era figlio di un anestesista e di un’infermiera del 118, entrambi molto conosciuti a Grosseto. Dal loro amore sono nati tre bambini. «Una famiglia meravigliosa», come viene descritta dai vicini, ammutoliti per il dolore. La coppia vive a Grosseto in via della Pace ma ha una casa con un orto anche a Roselle proprio in via degli Aiali.

Il padre era con i suoi piccoli, libero dal servizio, e stava giocando con loro in attesa della cena, mentre la mamma era ancora al lavoro. Margherita in quel momento era in servizio al 118: e quando ha sentito la richiesta di intervento a Roselle ha temuto che potesse essere successo qualcosa che interessava i suoi cari.

Drammatiche e concitate le fasi dei soccorsi: a praticare il massaggio cardiaco è stata anche una giovane donna che abita nel condominio di fronte e che aveva seguito un apposito corso come rianimatrice. Ha provato anche lei a strappare alla morte Lorenzo. Anche lei tra le lacrime non ha potuto che arrendersi.

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